La strada verso gli Oscar è lunga e faticosa, anche per chi segue l’awards season (leggi qui per scoprire gli appuntamenti fondamentali). E, nonostante il prestigio ormai scricchiolante per i troppi scandali accumulati negli anni, una delle tappe più importanti resta la cerimonia dei Golden Globe, giunta quest’anno alla 83a edizione. Grazie alle sontuose dirette televisive (e per la sezione dedicata alle serie), è diventato uno dei premi più riconoscibili da parte del pubblico generalista, al di là del suo valore effettivo. Tuttavia, non è un vero “precursore”, cioè uno di quei riconoscimenti che anticipano le scelte dell’Academy. In primis perché il corpo elettorale non coincide: il Golden Globe è assegnato da circa 450 membri della stampa internazionale (prima della riforma erano circa 90 e, per usare un eufemismo, erano facilmente corruttibili). E poi perché i Golden Globe si dividono in due categorie: film drammatico e film commedia/musical.

Ora, lasciamo perdere che nel 2026 si tratta di una classificazione abbastanza discutibile. Un tempo era un modo per premiare i film più popolari e valorizzare i musical prodotti con maggiore frequenza dall’industria hollywoodiana. Da qualche anno, invece, è puro posizionamento strategico: The Martian e The Substance, per esempio, si piazzarono tra le commedie perché erano più competitivi.

Il sistema funziona così: lo studio cinematografico o l’addetto stampa presenta un film o un programma televisivo in una certa categoria, dopodiché spetta al comitato interno decidere se ammettere quel concorrente nella categoria proposta.

Inde Navarrette stars as Nikki in OBSESSION, a Focus Features release...Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC..
Inde Navarrette stars as Nikki in OBSESSION, a Focus Features release...Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC..
OBS_FP_00104_R Inde Navarrette stars as Nikki in OBSESSION, a Focus Features release. Credit: Courtesy of Focus Features / © 2026 FOCUS FEATURES LLC

Le commedie

Che succede quest’anno? Sappiamo che i Golden Globe hanno accettato tra le commedie alcuni film che hanno elementi “brillanti” o un registro tendente al grottesco.

Potrebbe sorprendere il collocamento di Artificial, il film di Luca Guadagnino che ricostruisce la celebre crisi aziendale di OpenAI e il tumultuoso licenziamento e successivo reintegro di Sam Altman come CEO. Yura Borisov correrà come protagonista, Andrew Garfield tra i non protagonisti. Così come quello di Obsession di Curry Barker, l’horror rivelazione dell’anno: meglio la commedia rispetto alla più insidiosa categoria dei drammi per far emergere la protagonista Inde Navarrette (soprattutto in ottica Oscar).

Pur non essendo una commedia pura, correrà tra le comedy/musical anche L’ultima missione: Project Hail Mary di Phil Lord e Christopher Miller: a incidere sono i tanti momenti ironici e leggeri che costellano questa fantascienza, con Ryan Gosling in pole position per un Globe come attore. Ci sarà anche Rocky sono io di Peter Farrelly, che racconta come Sylvester Stallone creò il suo personaggio più iconico (Anthony Ippolito è uno dei frontrunner come migliore attore di commedia).

(L to R) Toby Kebbell as Robert Chartoff, AnnaSophia Robb as Sasha Czack, P.J. Byrne as Irwin Winkler, Anthony Ippolito as Sylvester Stallone, and Jay Duplass as John Avildsen in I PLAY ROCKY, from Amazon MGM Studios. Photo Credit: Claire Folger © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.
(L to R) Toby Kebbell as Robert Chartoff, AnnaSophia Robb as Sasha Czack, P.J. Byrne as Irwin Winkler, Anthony Ippolito as Sylvester Stallone, and Jay Duplass as John Avildsen in I PLAY ROCKY, from Amazon MGM Studios. Photo Credit: Claire Folger © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved.
(L to R) Toby Kebbell as Robert Chartoff, AnnaSophia Robb as Sasha Czack, P.J. Byrne as Irwin Winkler, Anthony Ippolito as Sylvester Stallone, and Jay Duplass as John Avildsen in I PLAY ROCKY, from Amazon MGM Studios. Photo Credit: Claire Folger © 2026 Amazon Content Services LLC. All Rights Reserved. (Claire Folger)

Meno problematici gli altri frontrunner della categoria: difficile non considerare commedie film come Wild Horse Nine di Martin McDonagh (John Malkovich è il favorito tra gli attori), The Debut di Jesse Eisenberg (Julianne Moore, in predicato di Oscar, dovrebbe conquistare facilmente il suo terzo Globe in carriera) e The Invite di e con Olivia Wilde. E in gara c’è anche Le nuove disavventure di Cliff Booth di David Fincher, con Brad Pitt che torna nel fortunato ruolo dello stuntman di C’era una volta a… Hollywood.

Altri titoli considerati nella categoria sono il folle Wicker con Olivia Colman innamorata dell’uomo di vimini Alexander Skarsgård; il satirico Digger di Alejandro González Iñárritu con Tom Cruise, un flop che potrebbe essere “rivalutato” dal corpo elettorale; Tender Loving Care, ultima (pare) regia di Mike Leigh; The Drama di Kristoffer Borgli, con Robert Pattinson e Zendaya potenziali candidati (ma A24 potrebbe spingere di più The Invite e The Debut); l’horror teorico Camp Miasma: adolescenza, sesso e morte di Jane Schoenbrun; e Coyote vs. Acme di Dave Green.

Paul Giamatti e Julianne Moore in The Debut - Foto Matt Infante - Courtesy of A24
Paul Giamatti e Julianne Moore in The Debut - Foto Matt Infante - Courtesy of A24

Paul Giamatti e Julianne Moore in The Debut - Foto Matt Infante - Courtesy of A24

I drammi

Lionsgate aveva proposto Michael, il biopic dedicato a Jackson, tra le comedy ma i Golden Globe hanno respinto la proposta. A suo modo è uno spartiacque nella storia del premio: da Jamie Foxx (Ray) a Taron Egerton (Rocketman) passando per Angela Bassett (Tina – What’s Love Got to Do With It) e Reese Witherspoon (Quando l’amore brucia l’anima – Walk the Line), l’HFPA ha sempre incluso – a torto – nella categoria comedy/musical attori e attrici che interpretavano cantanti realmente esistiti (leggendario lo stupore di Joaquin Phoenix, premiato per il suo Johnny Cash di Walk the Line: “non sapevo di aver interpretato una commedia”). Il collocamento proposto per Michael non era solo in linea con la tradizione ma anche un modo per lanciare il protagonista Jafar Jackson, che ora dovrà vedersela con competitor più agguerriti.

Curiosa, invece, la scelta di Club Kid, esordio alla regia di Jordan Firstman: nonostante abbia un tono da commedia malinconica (con un finale decisamente commovente), A24 l’ha proposto tra i drammi, anche per non affollare una categoria già presidiata da altri titoli del distributore.

Tra i drammi ci sono ovviamente i due kolossal dell’anno, Odissea di Christopher Nolan e Dune – Parte Tre di Denis Villeneuve, Elsinore di Simon Stone con Andrew Scott in predicato di premio grazie al ruolo di Ian Charleson, e, soprattutto, una mezza dozzina di film internazionali. Non dipende tanto dal fatto che i votanti provengano da paesi non anglosassoni: piuttosto, è un riverbero dei cambiamenti che si stanno verificando agli Oscar, dove i film internazionali sono sempre più presente.

© 2025 Lionsgate
© 2025 Lionsgate
Jaafar Jackson as Michael Jackson in Maven. Photo Credit: Glen Wilson (Glen Wilson/Lionsgate)

Un anno fa, tre candidati su sei film drammatici non erano americani (L’agente segreto, Un semplice incidente e Sentimental Value). Quest’anno il più quotato è La bola negra di Javier Calvo e Javier Ambrossi, con Penélope Cruz e Guitarricadelafuente posizionati tra i non protagonisti. Il fenomeno spagnolo è il titolo forte di Netflix, che distribuisce anche Possible Love di Lee Chang-dong, con Jeon Do-yeon in rampa di lancio tra le migliori attrici), Fjord di Cristian Mungiu con Sebastian Stan e Renate Reinsve in gara per le interpretazioni, All’improvviso di Ryusuke Hamaguchi con le ben quotate Virginie Efira e Tao Okamoto (entrambi coperti da Neon, la più attiva nella distribuzione dei film internazionali).

Tra gli attori che puntano a una nomination come viatico per gli Oscar, da segnalare il veterano John Turturro (The Only Living Pickpocket in New York), il pluripremiato Mahershala Ali (Your Mother Your Mother Your Mother), la star Pedro Pascal (Behemoth!), la rivelazione Robert Aramayo (I Swear). Tra le attrici in corsa Sandra Hüller (Rose, con il suo ruolo in Fatherland declassato strategicamente tra le non protagoniste per ottenere una doppia nomination: il distributore di entrambi è Mubi), Emily Blunt (Disclosure Day), Ruth Madeley (Being Heumann) e la mitica Jessica Lange (Long Day’s Journey Into Night potrebbe essere la sua ultima interpretazione).

Le nomination dei Golden Globe saranno svelate lunedì 7 dicembre. La cerimonia di premiazione si terrà domenica 10 gennaio 2027.