Asghar Farhadi fa i conti con la materia stessa del racconto: la libertà di inventare, il rischio di manipolare, la responsabilità di guardare. Un film stratificato, non privo di fascino, ma irrisolto e alla lunga macchinoso. In concorso
Non l’ennesimo romance deviato post MeToo, ma un horror lucido sul desiderio nell’era del prompt. Inde Navarrette è un’autentica rivelazione, Curry Barker conosce i meccanismi della paura
David Lowery punta in alto e inabissa Anne Hathaway e Michaela Coel in uno psicodramma tra pop e sacro, che vorrebbe essere sofisticato e visionario ma è solo pasticciato e inutilmente contorto