Storie di reietti che scoprono che l’unica felicità possibile è stare insieme: messaggio banale per un racconto corale tutto sommato piacevole e impreziosito dall’interpretazione di Valerio Mastandrea. In anteprima a Locarno 79 in Piazza Grande
Bill Condon firma un musical interessante perché in bilico fra rievocazione storica, tematiche queer e narrazione amorosa. In Piazza Grande a Locarno, film di chiusura
Radu Jude reinventa il vampiro in un collage dissacrante: AI, pornografia, parodia e citazioni da Murnau a Coppola per un’irriverente riscrittura del mito
L’esordio di Margherita Spampinato per raccontare l’estate di un bambino insieme ad un’anziana zia. Premio Speciale della Giuria e Pardo per Aurora Quattrocchi a Locarno, nella sezione Cineasti del Presente
Sho Miyake vince il Pardo d’Oro del Locarno Film Festival grazie a un film in forma di haiku delicato e al contempo profondo, capace di affrontare tematiche universali con una grazia incantevole
Giulio Base rielabora le scritture tramite un’estetica in bilico fra osservazione delle dinamiche di genere e linguaggio eccessivo. Fuori Concorso al Festival di Locarno
Nove anni dopo il Canto Uno e a sei dalla proiezione a Cannes del contestato Intermezzo, Abdellatif Kechiche riesce finalmente a portare a termine il terzo capitolo della sua opera, al contempo la più travagliata e affascinante della sua intera filmografia
Pippo Delbono trasforma il ricordo dell’amico e attore in un documentario intimo e struggente, sospeso tra lutto, arte e umanesimo. Fuori concorso al festival svizzero
Ben Rivers adatta DeLillo per un’esperienza cinematografica sperimentale e ipnotica, sospesa tra fiaba, pacifismo e contemplazione. In concorso ma non per tutti
Il romanzo della vita di Sergio Leone e l’autobiografia di Kieślowski, la storia dietro le quinte del Gattopardo e un manuale per imparare a fotografare come Wes Anderson: le letture da fare nella bella stagione
Joshua Oppenheimer e la sua prima volta nella fiction: un film originale e ossimorico, che unisce la fantascienza distopica, il musical e l’atmosfera onirica. In anteprima italiana al Biografilm
Un mélo ricco di colpi di scena che conferma l’amore di François Ozon per le strutture narrative forti e incentrate sul piacere del racconto. Cast eccellente, con una grande Hélène Vincent
Gia Coppola riflette sul confronto fra interiorità e il passare del tempo: un film-corpo, un’opera che iscrive nell’immagine divistica di Pamela Anderson
Dopo Longlegs Oz Perkins si diverte a tradurre Stephen King per lo schermo, piegando l’horror su derive comiche, grottesche, manipolando le aspettative dello spettatore
La molteplicità di personaggi e generi e un utilizzo esibizionistico e spettacolare della violenza restituiscono crudezza e tematiche storiche, ma manca l’amalgama, su Netflix
Prodotto artigianale di modesta fattura, l’horror firmato da Colm McCarthy è in grado di far scorrere qualche brivido lungo la schiena dello spettatore nonostante sia privo di originalità