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Francesco Sossai
Come ogni anno, l’Accademia del Cinema Italiano ha divulgato i resoconti dei due turni elettorali dei David di Donatello, dati sempre istruttivi per capire umori ed equilibri del sistema. Le città di pianura di Francesco Sossai, grande trionfatore della 71a edizione, è stato il favorito dei giurati sin dalla prima votazione, quella per determinare le candidature (dal 1° al 25 marzo). Un primo posto da 331 voti, seguito da La grazia di Paolo Sorrentino (296), Le assaggiatrici di Silvio Soldini (210), Fuori di Mario Martone (148). Per l’ultimo posto in cinquina, da segnalare il triello tra il poi candidato Cinque secondi di Paolo Virzì (118), La città proibita di Gabriele Mainetti (115) e Primavera di Damiano Michieletto (111).
Nessuna sorpresa al secondo turno (dal 7 al 20 aprile): Le città di pianura ha consolidato il primato con 429 voti, La grazia è sceso a 244. Più sorprendente il ribaltamento nella categoria della miglior regia, dove Sorrentino ha inizialmente prevalso su Sossai (312 contro 280) per poi cedergli il passo nelle votazioni finali: Sossai, infatti, ha vinto con 342 preferenze, Sorrentino si è fermato a 238. Cinquina, ricordiamolo, completamente maschile: per trovare la prima donna dobbiamo arrivare al quattordicesimo posto, Isabel Coixet per Tre ciotole (83), la seconda al ventiseiesimo, Eleonora Danco per n-Ego (40).
Già al primo turno Le città di pianura era in testa in alcune categorie ha poi vinto senza sforzi: sceneggiatura originale (195 contro i 153 di La grazia, poi 455 a 243), produzione (119, poi 413), casting (199, poi 362), canzone originale (152, poi 289), montaggio (116, poi 295). Già in testa per la colonna sonora e il suono, in entrambe le categorie è stato superato da Primavera.
Interessante la rimonta del migliore attore protagonista: inizialmente terzo con 214, Sergio Romano si è imposto infine con 303 preferenze, sorpassando Valerio Mastandrea (Cinque secondi, che ha conservato il secondo posto prima con 230 voti e poi con 250) e soprattutto Toni Servillo, il grande favorito per La grazia, che dal primo posto (266) è sceso al terzo (227), superando di appena 7 voti Pierpaolo Capovilla (sempre per Le città di pianura). Da segnalare che Pierfrancesco Favino (Il maestro) è rimasto fuori dalla cinquina per 8 voti.
Ancora più interessante il ribaltamento nella categoria dell’attrice protagonista: Anna Ferzetti (La grazia), che si era conquistata un solido primo posto con 302 voti, seguita da Valeria Golino (Fuori, 233), è stata superata dall’outsider Aurora Quattrocchi (Gioia mia), che al primo turno era arrivata addirittura quinta – per di più ex-aequo con Tecla Insolia (Primavera, 189) – e al secondo turno ha prevalso su Ferzetti per appena 4 voti (263 contro 259). Alla spiazzante vittoria di Quattrocchi ha contribuito l’ottima performance del film: premiato per l’esordio alla regia, Margherita Spampinato (Gioia mia), era in testa già al primo turno con 443 preferenze, ben distaccata da Greta Scarano (La vita da grandi, 228). Da segnalare che, per l’ultimo posto in cinquina, Breve storia d’amore di Ludovica Rampoldi ha superato di appena due voti L’albero di Sara Petraglia (177).
Grande rimonta anche per Lino Musella, migliore attore non protagonista per Nonostante. Lo schema è lo stesso di Quattrocchi: al primo turno – dominato da Andrea Pennacchi (Le città di pianura, 127) e Francesco Gheghi (40 secondi, 121) – ha conquistato l’ultimo posto della cinquina grazie ad appena 94 voti (gli stessi di Fausto Russo Alesi per Duse), al secondo è salito a 263 lasciandosi dietro Gheghi (218) e Pennacchi (203). L’unica interprete a confermare il primato è stata Matilda De Angelis: candidata con 292 preferenze (seguita da Milvia Marigliano per La grazia con 185), ha vinto con 316 (269 per Marigliano).
L’unica che avrebbe potuto evitare la debâcle di La grazia era l’autrice della fotografia, Daria D’Antonio: in testa al primo turno (133) e arrivata sesta con Primavera (78: da regolamento la candidatura vale solo per il film più votato), ha perso il David per 11 voti, superata da Paolo Carnera per La città proibita (297 contro 286), che a sua volta aveva conquistato la nomination classificandosi al secondo posto ma anche al quinto con Fuori (90). Sul fronte dei documentari, Roberto Rossellini - Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti ha superato di appena 16 preferenze il vincitore del primo turno, Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi.
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