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Toy Story 5 (2026)
La differenza, questa volta, la fa Toy Story 5. Se il box office italiano ritrova il passo dei momenti migliori, chiudendo il “caldo” fine settimana compreso tra giovedì 18 e domenica 21 giugno, con un lusinghiero 5.023.825 euro e 804.300 spettatori, lo si deve al nuovo capitolo della saga Disney Pixar, che ha esordito in Italia con 2.872.401 euro, una media di 5.093 euro in 564 cinema, e un moltiplicatore di 3,8 rispetto al primo giorno. Una partenza nettamente superiore a quella di Toy Story 4, uscito mercoledì 26 giugno 2019, che aveva esordito con 2.036.892 euro in cinque giorni e un weekend da 1.606.331 euro, per poi chiudere la corsa italiana a 6.377.513 euro. Il confronto è interessante anche con Toy Story 3, uscito il 7 luglio 2010, che aveva debuttato con 3.999.876 euro in cinque giorni e un weekend da 2.469.823 euro, arrivando poi a 13.689.533 euro complessivi. Il primo Toy Story, nel 1996, aveva incassato in Italia 4.159.006 euro, mentre Toy Story 2, nel 2000, era arrivato a 5.084.863 euro. Numeri di un’altra epoca commerciale ovviamente.
Tornando alla performance complessiva del nostro botteghino, bisogna considerare che oltre alle alte temperature che hanno caratterizzato il fine settimana in tutta la Penisola, giovedì 18 giugno coincideva con l’ultimo giorno di Cinema in Festa, ovvero con i biglietti ridotti a 3,50 euro. Risultato dunque ancora più importante, come attesta il + 16% di incassi rispetto al weekend precedente e il +56% di biglietti venduti. Un risultato sostanzialmente in linea con il 2025, che conferma un giugno incoraggiante: 23.686.547 euro di incasso, con una crescita del 13% rispetto al giugno 2025 e del 17% rispetto al 2024. Le presenze sono 3.346.913, in aumento dell’1% sul 2025 e del 7% sul 2024. Da inizio anno, il box office italiano ha raggiunto 297.140.262 euro, con un +28% rispetto al 2025 e un +41% rispetto al 2024. Le presenze sono 39.487.723, pari a un +20% sul 2025 e a un +31% sul 2024.
Allargando l’orizzonte, Toy Story 5 ha avuto un ottimo weekend in tutto il mondo, dove ha raccolto ben 160 milioni di dollari nel mercato nordamericano e 152 milioni nel resto del mondo, per un totale globale di 312 milioni. È il miglior debutto del 2026 e il miglior esordio della saga, superiore anche ai 120 milioni domestici di Toy Story 4 . Un segnale molto forte per Pixar, che negli ultimi anni aveva alternato exploit clamorosi, come Inside Out 2 , a passaggi più complicati. Il pubblico family torna a essere il motore più affidabile del mercato.


Alle spalle del film Pixar, tornando in Italia, troviamo Disclosure Day di Steven Spielberg, che chiude il suo secondo fine settimana con 829.408 euro, in calo del 49% rispetto a sette giorni fa, e una media di 1.471 euro in 564 cinema. Il totale dal 10 giugno è di 3.251.347 euro, un dato già superiore a quello italiano di The Fabelmans, che aveva chiuso a 3.245.050 euro. A fine corsa, Disclosure Day potrebbe superare i 4 milioni di euro.
In terza posizione resiste bene Scary Movie: il film incassa 260.646 euro nel weekend, con una flessione del 62%, una media di 1.010 euro in 258 cinema e un totale dal 4 giugno di 3.680.570 euro. Una performance tutt’altro che trascurabile, soprattutto considerando che Scary Movie 5, nel 2013, si era fermato a 3.291.403 euro.
Ma il dato più interessante, accanto al dominio Pixar, resta quello dell’horror. In Italia si sta giocando un piccolo derby tra Obsession e Backrooms, due titoli che raccontano bene la nuova saldatura tra immaginario horror, cultura digitale e generazione YouTube (che in un recente approfondimento abbiamo ribattezzato YouHollywood).
Obsession di Curry Barker si piazza al quarto posto con 218.226 euro nel weekend, in calo appena del 35%. La media è di 1.113 euro in 196 cinema, per un totale di 4.421.103 euro dal 14 maggio. È una tenuta notevole, segno di un passaparola ancora vivo dopo diverse settimane di programmazione. A livello mondiale, il film è arrivato a 333,2 milioni di dollari, di cui 215,8 milioni nel mercato domestico e 117,4 milioni nei mercati internazionali: numeri da fenomeno, soprattutto per un horror non legato a un franchise.
Subito dietro troviamo Backrooms di Kane Parsons, sviluppato a partire da un progetto nato online, diventato prima fenomeno virale e poi cinematografico. Il film incassa 133.591 euro nel weekend, con un calo del 62%, una media di 661 euro in 202 cinema e un totale italiano di 4.506.689 euro dal 27 maggio. Al momento resta davanti a Obsession nella classifica horror italiana dell’anno, ma il margine si è assottigliato. Nel mondo, Backrooms ha raggiunto 272,7 milioni di dollari, di cui 175,1 milioni domestic e 97,5 milioni internazionali. Insieme, i due horror hanno superato quota 600 milioni di dollari globali: una delle vicende industriali più significative di questa stagione.


Sesta posizione per Ricchi da morire – Delitti in famiglia, commedia-gialla che debutta con 115.390 euro e una media di 467 euro in 247 cinema. Il totale in cinque giorni è di 132.413 euro, con un moltiplicatore di 7,7 rispetto al primo giorno. Una partenza contenuta, ma non priva di una possibile tenuta nei giorni feriali, soprattutto se intercetterà il pubblico adulto.
In settima posizione resta Michael, il biopic musicale dedicato a Michael Jackson. Il film incassa altri 78.478 euro, in calo del 51%, con una media di 677 euro in 116 cinema. Il totale dal 22 aprile è ormai di 25.324.682 euro: uno dei risultati più solidi dell’anno e una conferma della forza commerciale del biopic pop musicale.
Ottava posizione per Fuze – Conto alla rovescia, action-poliziesco diretto da David Mackenzie. Il film parte con 70.769 euro, una media di 288 euro in 246 cinema e un totale in cinque giorni di 80.046 euro. Numeri deboli, a conferma di quanto sia difficile oggi imporre in sala un action non sostenuto da un marchio fortissimo.
Alle sue spalle si fa notare la commedia musicale Allora balliamo, diretta da Amélie Bonnin, che debutta con 33.701 euro e una media di 468 euro in 72 cinema.
Chiude la top ten Masters of the Universe, action-fantasy tratto dal celebre universo Mattel. Il film incassa 33.068 euro, in calo dell’82%, con una media di 334 euro in 99 cinema e un totale dal 4 giugno di 868.201 euro. Un percorso italiano modesto, in linea con una performance globale inferiore alle aspettative per un titolo dal budget molto alto (tra i 170 e i 200 milioni di dollari stimati).


Fuori dalla top ten, da segnalare la tredicesima posizione de Il bacio della donna ragno, che parte con 18.041 euro, e la ventesima di Ti auguro ogni bene, fermo a 9.317 euro.
La crescita del botteghino italiano non coincide dunque con una crescita strutturale del cinema italiano. Nel 2025 la produzione nazionale, coproduzioni incluse, aveva chiuso con oltre 162,4 milioni di euro, 22,7 milioni di presenze, il 32,7% della quota incassi e il 33,3% della quota presenze. Nei primi cinque mesi del 2026 la quota incassi resta alta, al 33,1%, pari a circa 90,5 milioni di euro su un mercato complessivo da 273,4 milioni. Ma il dato è in larga parte figlio dell’effetto Buen Camino e della forza concentrata di pochi titoli. Il maggio da record, infatti, è stato trainato quasi interamente dal prodotto americano, mentre il cinema italiano di finzione è rimasto ai margini, se non addirittura scomparso dai radar. A maggio il primo titolo nazionale era King Marracash, solo sesto incasso del mese, mentre il mese è stato dominato da Il diavolo veste Prada 2, Michael, The Mandalorian and Grogu, Obsession e Backrooms.
