Al principio l’inquadratura dall’alto plana su un cantiere di Londra. Gli operai che stanno lavorando trovano qualcosa, è una bomba inesplosa della seconda guerra mondiale. Si apre così Fuze, letteralmente “miccia”, il nuovo film di David Mackenzie, con l’inizio dell’emergenza: scatta l’allarme e le strade della città vengono chiuse per far brillare l’ordigno, nella migliore tradizione. È un bomb movie? Non proprio e non solo. Come ovvio si attivano le misure di sicurezza e sul posto interviene una squadra dell’esercito, guidata dal maggiore Will Tranter interpretato da Aaron Taylor-Johnson, artificiere esperto segnato dal passato sui campi di battaglia. A condurre le operazioni dalla stanza di comando è la sovrintendente Greenfield raffigurata in Gugu Mbatha-Raw.

Ma nel racconto scorre un doppio livello, presto svelato: c’è una banda di criminali che sfrutta il caos nella City per allestire un grande colpo. Costoro si stanno introducendo nei sotterranei di una banca con l’obiettivo di rubare soldi e gioielli inestimabili; alla testa c’è il ladro consumato Karalis (Theo James) e soprattutto il suo braccio destro, una figura violentissima denominata X sostenuta dal volto e corpo di Sam Worthington. Al primo incontro li troviamo con cilindri perforanti nel cimento di scavare un tunnel verso il caveau.

Fuze - Conto alla rovescia (2026)
Fuze - Conto alla rovescia (2026)

Fuze - Conto alla rovescia (2026)

Tale la premessa di Fuze, che sembra fondere il film sulla corsa contro il tempo per non far esplodere la bomba, alla Speed per intendersi, col film sulla rapina tipo Il colpo di David Mamet, e altri rivoli a piacere. Ma di base è un’illusione perché Fuze va da un’altra parte. A un certo punto interviene un personaggio, un giovane migrante, la dinamica prende una certa direzione e la bomba esplode senza fare vittime. Intanto la gang criminale si spacca; come sempre dinanzi alla ricchezza potenzialmente infinita e all’incidere dell’avidità umana, si innesca un congegno di doppi e tripli giochi, gioielli veri e falsi, colpi bassi e tradimenti, all’insegna della rottura tra Karalis e X. Anche i militari, però, a loro volta nascondono dei segreti… Insomma Fuze si comporta un po’ come il suo incipit: crea un diversivo per alzare la polvere e seminare una falsa pista, rivelandosi poi un altro tipo di film, che trova la sostanza definitiva nel colpo di scena finale a cui segue la rivelazione in flashback.

Fuze - Conto alla rovescia (2026)
Fuze - Conto alla rovescia (2026)

Fuze - Conto alla rovescia (2026)

Senza rischiare lo spoiler, da parte sua Mackenzie, cineasta scozzese per natura altalenante, continua a perseguire un discorso di genere; dopo il neo-western Hell or High Water, finora l’esito migliore, ecco allora un altro dispositivo che si consegna al genere puro. Fuze è il classico action col twist finale, sarebbe fuorviante leggerci altro: non si prenda come metafora del presente con la bomba sotto i piedi, e qualcuno profondo ad approfittarne, perché è azione autentica che trova lì il suo cuore pulsante. Niente di nuovo, alla fine, anzi il colpo di scena è perfino datato (anni Novanta per la precisione), ma tutto viene rappresentato a dovere e regge la visione. Complici: la musica incalzante di Tony Doogan, il montaggio sincopato di Matt Mayer. Un pregio: il senso della misura, visto che scorre veloce in poco di più novanta minuti senza fingersi altro. Se non fosse un budget medio-alto, sarebbe quasi un ottimo B-movie.