PHOTO
Ti auguro ogni bene
All’origine c’è il romanzo omonimo di Mason Deaver, ma è evidente quanto Ti auguro ogni bene abbia a che fare con la biografia di Tommy Dorfman, qui al debutto da regista e sceneggiatrice. Come Ben, protagonista di questa storia giustamente edificante, anche Dorfman si riconosce come persona non binaria (usa il pronome femminile, un tema peraltro cruciale anche nel film con la sorella e il cognato che chiedono a Ben come debbano rivolgersi a lui). E la questione della rappresentazione non è una mera posa ideologica: i romance queer e la serialità – spesso derivata da quelle stesse fonti letterarie – dimostrano quanto le istanze inerenti l’identità di genere – e dunque quale sia, se ci sia, un posto nel mondo in cui essere perlomeno a proprio agio – siano centrali nel romanzo di formazione collettivo di una generazione, quella in bilico tra Zeta e Alpha.
Con il suo titolo che suona come invito e promessa, Ti auguro ogni bene è un coming of age piuttosto tradizionale nelle forme del racconto, il che sembrerebbe denotare soprattutto una certa preoccupazione da parte della regista esordiente a parlare al pubblico mainstream o comunque meno avvezzo ai temi squadernati. Con il suo ritmo scorrevole e dritto, senza compiacimenti estetici e aderente ai canoni del teen drama, Dorfman inserisce un percorso altrimenti considerato “scomodo” dentro uno schema rassicurante che sacrifica un po’ la dimensione più ribelle e radicale. Tant’è che, a un certo punto, un’amica del protagonista gli dice di smetterla con queste “depressioni da Euphoria”: una battuta rivelatoria che definisce l’orizzonte della regista.


Ti auguro ogni bene segue l’emancipazione di Ben (l’efficace Corey Fogelmanis), adolescente che, dopo essersi dichiarato non binario, scappa dalla casa dei genitori reazionari e trova rifugia in quella della sorella – con la quale non parlava da anni – e del suo compagno. La rinascita di Ben passa attraverso il concetto di cura: se il rapporto con la sorella trova nuova linfa grazie all’ascolto reciproco, è a scuola che Ben capisce che crescere significa anche lasciarsi aiutare. A essere determinanti sono il legame con un’insegnante di arte che gli apre nuove prospettive e l’incontro con un compagno di scuola con cui imparare ad amare (e ad amarsi).
Limpido e semplice, Ti auguro ogni bene funziona senza strafare e si avvale dell’apporto di un curioso cast di contorno, capitanato da Alexandra Daddario nel ruolo della sorella: Fogelmanis si definisce queer, Miles Gutierrez-Riley (l’amico “speciale”) è apertamente gay, il cognato gentile è Cole Sprous (già icona di Disney Channel per Zach & Cody, l’insegnante eccentrica Lena Dunham (la creatrice di Girls, serie cruciale per i millennials), la madre ostile Amy Landecker (che in Transparent interpretava la figlia di una transgender). Scelte di casting non scontate che spiegano bene gli intenti di questo film a suo modo didattico.
