All’origine c’è il romanzo omonimo di Mason Deaver, ma è evidente quanto Ti auguro ogni bene abbia a che fare con la biografia di Tommy Dorfman, qui al debutto da regista e sceneggiatrice. Come Ben, protagonista di questa storia giustamente edificante, anche Dorfman si riconosce come persona non binaria (usa il pronome femminile, un tema peraltro cruciale anche nel film con la sorella e il cognato che chiedono a Ben come debbano rivolgersi a lui). E la questione della rappresentazione non è una mera posa ideologica: i romance queer e la serialità – spesso derivata da quelle stesse fonti letterarie – dimostrano quanto le istanze inerenti l’identità di genere – e dunque quale sia, se ci sia, un posto nel mondo in cui essere perlomeno a proprio agio – siano centrali nel romanzo di formazione collettivo di una generazione, quella in bilico tra Zeta e Alpha.

Con il suo titolo che suona come invito e promessa, Ti auguro ogni bene è un coming of age piuttosto tradizionale nelle forme del racconto, il che sembrerebbe denotare soprattutto una certa preoccupazione da parte della regista esordiente a parlare al pubblico mainstream o comunque meno avvezzo ai temi squadernati. Con il suo ritmo scorrevole e dritto, senza compiacimenti estetici e aderente ai canoni del teen drama, Dorfman inserisce un percorso altrimenti considerato “scomodo” dentro uno schema rassicurante che sacrifica un po’ la dimensione più ribelle e radicale. Tant’è che, a un certo punto, un’amica del protagonista gli dice di smetterla con queste “depressioni da Euphoria”: una battuta rivelatoria che definisce l’orizzonte della regista.

© 2025 Lionsgate
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I Wish You All The Best. Photo Credit: Courtesy of Lionsgate (Courtesy of Lionsgate)

Ti auguro ogni bene segue l’emancipazione di Ben (l’efficace Corey Fogelmanis), adolescente che, dopo essersi dichiarato non binario, scappa dalla casa dei genitori reazionari e trova rifugia in quella della sorella – con la quale non parlava da anni – e del suo compagno. La rinascita di Ben passa attraverso il concetto di cura: se il rapporto con la sorella trova nuova linfa grazie all’ascolto reciproco, è a scuola che Ben capisce che crescere significa anche lasciarsi aiutare. A essere determinanti sono il legame con un’insegnante di arte che gli apre nuove prospettive e l’incontro con un compagno di scuola con cui imparare ad amare (e ad amarsi).

Limpido e semplice, Ti auguro ogni bene funziona senza strafare e si avvale dell’apporto di un curioso cast di contorno, capitanato da Alexandra Daddario nel ruolo della sorella: Fogelmanis si definisce queer, Miles Gutierrez-Riley (l’amico “speciale”) è apertamente gay, il cognato gentile è Cole Sprous (già icona di Disney Channel per Zach & Cody, l’insegnante eccentrica Lena Dunham (la creatrice di Girls, serie cruciale per i millennials), la madre ostile Amy Landecker (che in Transparent interpretava la figlia di una transgender). Scelte di casting non scontate che spiegano bene gli intenti di questo film a suo modo didattico.