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İlker Çatak con il team di Yellow Letters
Yellow Letters ha vinto l’Orso d’Oro per il miglior film del 76° Festival Internazionale del Cinema di Berlino. Il film, diretto dal regista turco-tedesco İlker Çatak (già autore dell’acclamato La sala professori), racconta la storia di una coppia di artisti di Ankara che entra nel mirino delle autorità politiche. È il primo film tedesco a vincere l’Orso d’Oro dai tempi di La sposa turca di Fatih Akın (2004), che curiosamente era un’altra coproduzione tra Germania e Turchia. Il film sarà prossimamente nelle sale italiane con Lucky Red.
Un verdetto autorevole e impegnato che un po’ stempera le polemiche attorno alla giuria presieduta da Wim Wenders, contestata da più parti dopo le controverse dichiarazioni sulla necessità dei registi di “restare fuori dalla politica”, e che si consolida con il Gran Premio della Giuria assegnato al turco Salvation di Emin Alper, che affronta i temi della violenza, del territorialismo e dell’integralismo religioso in un villaggio.
Prevista e acclamata la vittoria di Sandra Hüller, Orso d’Argento per la migliore interpretazione protagonista (la Berlinale prevede riconoscimenti no-gender) per Rose di Markus Schleinzer, in cui si cala nel ruolo di una donna travestita da soldato nella Germania del XVII secolo. Si tratta del secondo Orso d’Argento per Hüller dopo quello ottenuto vent’anni fa per Requiem: prima di lei solo Shirley MacLaine e Sidney Poitier avevano registrato una doppietta.


Sandra Hüller con l'Orso d'Argento per Rose
(Richard Hübner / Berlinale 2026)Insieme a Hüller, anche Tom Courtneay entra nella storia del festival: il grande attore britannico, che il 25 febbraio compirà 89 anni, ha ricevuto il secondo Orso d’Argento in carriera (il primo nel 2015 per 45 anni), stavolta per la migliore interpretazione non protagonista ex-aequo con Anna Calder-Marshall per Queen at Sea, un dramma sulla demenza senile che segna il ritorno alla regia di Lance Hammond dopo diciotto anni. Il film ha vinto anche il Premio della Giuria.
Grant Gee ha ricevuto l’Orso d’Argento per la miglior regia per Everybody Digs Bill Evans, biopic sul pianista interpretato da Anders Danielsen Lie, Bill Pullman e Laurie Metcalf. A Geneviève Dulude-de Celles è stato assegnato l’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura di Nina Roza, nella cui coproduzione c’è anche una partecipazione italiana. L’Orso d’Argento per il miglior contributo artistico è andato ad Anna Fitch e Banker White, autori “totali” del documentario sperimentale Yo (Love is a Rebellious Bird).


Tom Courtenay e Anna Calder-Marshall con l'Orso d'Argento per Queen at Sea
(Alexander Janetzko / Berlinale 2026)A vincere il premio per la miglior opera prima nella categoria Perspectives è stato Chronicles From the Siege di Abdallah Alkhatib, con una menzione speciale assegnata a Forêt Ivre (Forest High) di Manon Coubia. Il premio per il miglior documentario è andato a If Pigeons Turned to Gold di Pepa Lubojacki, con due menzioni speciali a TUTU di Sam Pollard e Was an Empfindsamkeit bleibt (Sometimes, I Imagine Them All at a Party) di Daniela Magnani Hüller. Nella categoria dei cortometraggi, l’Orso d’Oro è andato a Yawman ma walad (Someday a Child) di Marie-Rose Osta, l’Orso d’Argento a A Woman’s Place Is Everywhere di Fanny Texier e il Filmmaker Award a Di san xian (Kleptomania) di Jingkai Qu.
Nella categoria Generation, Orso di Cristallo a Feito Pipa (Gugu’s World) di Allan Deberton, la menzione speciale a Not a Hero di Rima Das, il miglior corto a Whale 52 – Suite for Man, Boy, and Whale (Wal 52 – Suite für Mann, Junge und Wal) di Daniel Neiden e la menzione per il corto a Under the Wave off Little Dragon di Luo Jian.
Per quanto riguarda i riconoscimenti indipendenti, la giuria ecumenica ha premiato Moscas (Flies) di Fernando Eimbcke (Concorso), Bucks Harbor di Pete Muller (Panorama) e River Dreams di Kristina Mikhailova (Forum). I premi della giuria Fipresci sono andati a Soumsoum, la nuit des astres (Soumsoum, the Night of the Stars) di Mahamat-Saleh Haroun (Concorso), Animol di Ashley Walters (Perspectives) e Narciso di Marcelo Martinessi (Panorama). Il Teddy Award per il miglior film è andato a Iván & Hadoum di Ian de la Rosa.
