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Rocío Guzmán e Darana Álvarez in Chicas Tristes
Primi premi a Berlino 76: svelati i riconoscimenti di Generation 14+, la sezione della Berlinale dedicata ai giovani.
La giuria di Generation 14plus (composta da Lorin Aktaş, Sherwin Lo-Kuo, Minou Monfared, Elda Pfäfflin e Curt Willemeit) ha conferito l’Orso di Cristallo per il miglior film a Chicas Tristes (Sad Girlz) di Fernanda Tovar, “un film complesso che pone domande e lascia spazio alla ricerca di sé, al racconto delle storie delle persone e al superamento dei problemi”. La menzione speciale è andata a A Family di Mees Peijnenburg, “una storia incredibilmente ben scritta e al tempo stesso raccontata in modo incredibilmente accattivante”.
L’Orso di Cristallo per il miglior cortometraggio è stato assegnato a Memories of a Window di Mehraneh Salimian e Amin Pakparvar, “per la sua cruda brutalità e la sua delicata bellezza” e per “la sua efficace forma documentaristica che riesce a rendere tangibile la speranza e a stimolare la riflessione ben oltre i titoli di coda”. Una menzione speciale è andata ad Allá en el cielo (Nobody Knows the World) di Roddy Dextre, perché “attraverso la sua bellezza artistica e il suo stile narrativo distintivo trasmette perfettamente un senso di vita, morte e brutalità”.
La Giuria Internazionale di Generation (composta da Khozy Rizal, Lena Urzendowsky e Kim Yutani) ha conferito il Gran Premio della Giuria Internazionale per il miglior dilm a Chicas Tristes (Sad Girlz) di Fernanda Tovar per “il suo umorismo, la sua tristezza e il suo realismo” nell’affrontare “la violenza sessuale e le sue conseguenze, esplorando abilmente le complesse dinamiche tra due giovani donne mentre riconciliano le loro emozioni e la loro amicizia”. La menzione speciale è andata a Matapanki di Diego “Mapache” Fuentes, “vibrante e ribelle presa in giro del fascismo in stop motion”.
Il Premio Speciale della Giuria Internazionale al Miglior Cortometraggio The Thread di Fenn O'Meally per il “modo lirico di ritrarre quattro prospettive di una famiglia che affronta il filo delle proprie identità e il modo in cui queste sono intrecciate in dinamiche complesse”. Una menzione speciale a Memories of a Window di di Mehraneh Salimian e Amin Pakparvar, “un breve saggio che documenta l’importanza dei film politici e i pericoli che il processo di ripresa comporta per i loro autori”.
