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Yo (Love is a Rebellious Bird)
Quanta vita può contenere una vita? Quante vite ci sono dentro una vita lunga, piena, avventurosa? E come si racconta una vita che finisce? Sono alcune delle domande che da sempre appassionano coloro che cercano – e trovano – nell’arte l’occasione per guarire da un dolore, elaborare un lutto, trascendere la morte in un trionfo di vita. L’arte della cura e la cura dell’arte sono le fondamenta di Yo (Love is a Rebellious Bird), un bizzarro documentario sperimentale in concorso a Berlino, in cui Anna Fitch (regista insieme al marito Banker White) celebra l’amicizia con Yo, una signora con la quale si porta quasi cinquant’anni.
Fitch e White hanno testimoniato l’ultimo anno di Yo, ormai malata e prossima alla fine, ma il loro film non si limita a restituire le immagini di un crepuscolo. Dopo aver perso l’amica, Fitch ha ha trascorso un decennio a costruire un una versione dettagliata in scala 1:3 della sua casa, un diorama meticoloso, con una porta abbastanza grande per farla entrare e collocare la bambola in legno di Yo. Artista totale, Fitch è autrice regista, marionettista, architetta in miniatura, arredatrice su misura, creatrice di collage, Super8 e flip book. Sono forme che riconfigurano completamente le storie trasmesse da Yo, una ragazza svizzera del 1924 che ha attraversato il Novecento, conosciuto le sue tragedie e le sue bizzarrie, sperimentato LSD e ipnosi, studiato l’entomologia ed esplorato il sesso così come la spiritualità.ù


Yo (Love is a Rebellious Bird)
(Mirabel Pictures)L’amore è un uccello ribelle, recita il sottotitolo di Yo, che ci restituisce un’immagine precisa e affascinante, un volo sulle cose del mondo che va in direzione ostinata e contraria come la sua protagonista. Che Fitch e White rappresentano con infinito amore, anche quando con estrema generosità la signora si fa vedere nuda in una vasca, offrendo l’evidenza della propria vecchiaia come qualcosa che non è perturbante né scandaloso. Ne viene fuori il ritratto di una persona di famiglia, che assiste alla nascita della figlia dei due amici proprio mentre sta per congedarsi: il loro breve rapporto è anche un’occasione di trasmissione dell’intelligenza emotiva, tant’è che la bambina, ormai cresciuta, continuerà a giocare con la bambola di Yo come se quel pupazzo ne contenesse l’anima.
La cosa più affascinante di Yo (Love is a Rebellious Bird) è il suo miscuglio di stili: la dedizione con cui Fitch si dedica alla realizzazione dei manufatti è un valore aggiunto perché conferisce al film un carattere di work in progress, come se l’opera si rivelasse di fronte ai nostri occhi mentre Fitch ritaglia, incolla, spazzola, sovrappone, riprende, disegna per poi agire lei stessa sul diorama spostando le auto, pulendo la casa, facendo muovere Yo. La breve durata aiuta, perché l’impressione è che il film stesse più comodo nella misura di un corto o di un mediometraggio: l’ingresso non è immediato, la tessitura tra memorie e spaesamenti è intrigante, ma l’impressione è che il film sia più interessante che davvero coinvolgente.
