Dicembre, tempo di classifiche. E, come da tradizione, i Cahiers du Cinéma, tra le le riviste più autorevoli del panorama internazionale, aprono le danze con la storica top 10 dei migliori film dell’anno (considerando la distribuzione francese). Al primo posto troviamo Albert Serra con Pomeriggi di solitudine: un ritorno al vertice per il regista catalano, già primo nella top 10 del 2022 con Pacifiction – Un mondo sommerso.

Pomeriggi di solitudine è un ritratto che ci permette di riflettere sull’esperienza intima della stella del corrida, che si assume il rischio di affrontare il toro come un dovere personale, per rispetto della tradizione e come una sfida estetica. Da questa sfida scaturisce una forma di bellezza effimera attraverso il confronto materiale e violento tra la razionalità umana e la brutalità dell’animale selvaggio.

Sul podio troviamo Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson e il controverso Yes di Nadav Lapid. Da segnalare all’ottavo posto Nouvelle Vague di Richard Linklater, che tra le altre cose è anche un omaggio alla stagione più gloriosa dei Cahiers

  1. Pomeriggi di solitudine di Albert Serra
  2. Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson
  3. Yes di Nadav Lapid
  4. L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho
  5. O riso e a Faca di Pedro Pinho
  6. L’aventura di Sophie Letourneur
  7. 7 promenades avec Mark Brown di Pierre Creton e Vincent Barré
  8. Nouvelle Vague di Richard Linklater
  9. Laurent dans le vent di Anton Balekdjian, Léo Couture e Mattéo Eustachon
  10. Miroirs No. 3 di Christian Petzold

Negli ultimi anni, i Cahiers hanno incoronato L’uomo nel bosco di Alain Guiraudie (2024), Trenque Lauquen di Laura Citarella (2023), Pacifiction di Albert Serra (2022), First Cow di Kelly Reichardt (2021), City Hall di Frederick Wiseman (2020), Twin Peaks – Il ritorno di David Lynch (2019), Le livre d’image di Jean-Luc Godard (2018).