Manca poco più di un mese (30 settembre) alla scadenza della presentazione dei film designati per la candidatura all’Oscar per il miglior film internazionale, scelto tra quelli usciti per la prima volta tra l’1 ottobre 2025 al 30 settembre 2026.

Da quest’anno, oltre alle scelte espresse dalle varie industrie nazionali, vede automaticamente qualificati tutti i film in lingua non inglese che hanno vinto il premio più importante di sei festival internazionali (Berlino, Busan, Cannes, Sundance, Toronto e Venezia). Sono, dunque, già in lizza Fjord di Cristian Mungiu (Palma d’oro sulla Croisette), Yellow Letters di İlker Çatak (vincitore dell’Orso d’oro della Berlinale) e Shame and Money dell’albanese Visar Morina (che al Sundance ha vinto il World Cinema Grand Jury Prize).

Possible Love, il nuovo film di Lee Chang-dong che debutterà alla Mostra di Venezia, è stato già scelto dalla Corea del Sud. Alla Biennale dell’anno scorso sono stati presentati il vincitore di Orizzonti En el camino di David Pablos (Messico) e Becoming Human di Polen Ly (Cambogia), mentre alle Giornate degli Autori è passato Who Is Still Alive di Nicolas Wadimoff (Svizzera).

Coward
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(© the Reunion)

Dal Festival di Cannes, sia dalla selezione ufficiale che dalle sezioni collaterali, arrivano anche Coward di Lukas Dhont (proposto dal Belgio), The Meltdown di Manuela Martelli (Cile), Everytime di Sandra Wollner (Germania), All’improvviso di Ryusuke Hamaguchi (Giappone), Dua di Blerta Basholli (Kosovo), Ulya di Viesturs Kairišs (Lettonia) e 9 Temples to Heaven di Sompot Chidgasornpongse (Thailandia).

All’ultima Berlinale si sono visti Rose di Markus Schleinzer che ha fatto vincere un Orso d’Argento alla protagonista Sandra Hüller (Austria), Nina Roza di Geneviève Dulude-de Celles (Canada), If Pigeons Turned to Gold di Pepa Lubojacki (Repubblica Ceca). Dal Sundance arriva How To Divorce During The War di Andrius Blaževičius (Lituania).

Altri titoli in corsa finora sono Rains Over Babel di Gala del Sol (Colombia), Melodrama di Andrés Farias (Repubblica Domenicana), Our Erika di German Golub (Estonia), Flood di Martin Gonda (Slovacchia), Foggy Tale di Chen Yu-hsun (Taiwan) e Like a Limbless Tree di Tunç Davut (Turchia).

Entro dicembre, l’Academy selezionerà una shortlist di 15 titoli. Secondo gli esperti del settore, i favoriti per entrare nella cinquina della 99a edizione sono Fjord, All’improvvisoLa bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo (che dovrebbe essere designato dalla Spagna), Minotaur del russo Andrey Zvyagintsev (che potrebbe essere scelto dalla Francia) e Fatherland del già vincitore dell’Oscar Paweł Pawlikowski (possibile proposta della Polonia). Difficile pronosticare il titolo italiano.