Mentre l’Italia ci prova con L’estranea, i favoriti arrivano dai grandi festival: La bola negra, Fjord, Minotaur, Fatherland, Possible Love. Ma attenzione agli outsider che si confrontano con la guerre e le storie queer
Sono tra i titoli designati per la categoria del miglior film internazionale. In lizza anche All’improvviso di Hamaguchi e i vincitori di Cannes, Berlino e Sundance. E l’Italia?
Salgono in 11 per ritirare 7 riconoscimenti, 3 dei quali in ex-aequo. Il presidente di giuria Park Chan-wook scherza sulla Palma (“Non la volevo assegnare visto che io non l’ho mai vinta”). Mungiu entra nel “circolo dei 10”, Renate Reinsve amuleto sulla Croisette
Il regista rumeno trionfa per la seconda volta sulla Croisette (settima Palma consecutiva targata NEON...). Grand Prix per Minotaur, poi è la fiera degli ex-aequo: regia ai Los Javis (La bola negra) con Pawel Pawlikowski (Fatherland), attori (Coward) e attrici (All of a Sudden) in coppia