Pensi all’estate, pensi al cinema e subito ti vengono in mente capolavori e cult che segnano da sempre il nostro immaginario. Da Lo squalo, uno spartiacque che ha inventato il blockbuster estivo a Il sorpasso che ci svela il lato oscuro dell’Italia del benessere. Ma anche spaccati generazionali come American Graffiti e Un mercoledì da leoni, dolci ricordi tra Stand by Me, Sapore di mare Chiamami col tuo nome, “fughe” in città come Quando la moglie è in vacanza, Fa’ la cosa giusta e Caro diario, ma anche Il laureatoFerie d’agosto, Scandalo al sole e Dirty Dancing, Picnic ad Hanging Rock e ovviamente Éric Rohmer, il massimo narratore dell’estate. Ma, oltre a questi film fondamentali, ce ne sono tanti altri che raccontano l’euforia e la malinconia di una stagione: dopo la trentina dell’anno scorso, eccone altri trenta da riscoprire.


Scandalo a Filadelfia (George Cukor, 1940)

Una commedia del rimatrimonio in purezza che non è solo un trionfo d’eleganza sofisticata ma anche un interessante spaccato delle abitudini dell’alta società americana, dal trasferimento nelle tenute estive per rivendicare lo status al consueto abuso alcolico accentuato dal caldo. Vedasi anche Incantesimo.

Scandalo a Filadelfia
Scandalo a Filadelfia

Scandalo a Filadelfia


Lumière d’éte (Jean Grémillon, 1943)

È sempre bello riscoprire gli inni alla vita composti da questo regista morto troppo presto. Come questo, scritto con il contributo poetico di Jacques Prévert: ambientato in un hotel tra le montagne della Provenza, un intreccio edonistico di relazioni amorose accecate dal sole. All’epoca censurato dal governo di Vichy.

Madeleine Robinson e Pierre Brasseur in Lumière d'été
Madeleine Robinson e Pierre Brasseur in Lumière d'été

Madeleine Robinson e Pierre Brasseur in Lumière d'été


Cane randagio (Akira Kurosawa, 1949)

L’ondata di calore è un concetto che s’attaglia al noir e non solo quello della Hollywood classica (Il grande caldo, ovviamente). Nel ventre di Tokyo, il maestro sfrutta l’asfissia che è anche morale per accompagnare nei bassifondi il sempre sudato detective Toshirō Mifune, in una caccia all’uomo che è anche una sfida al clima.

Cane randagio
Cane randagio

Cane randagio

(Cineteca di Bologna)

La famiglia Passaguai (Aldo Fabrizi, 1951)

Partendo da La cabina 124 di Anton Germano Rossi, Fabrizi porta all’eccesso Domenica d’agosto, fotografando un’Italia che sta rinascendo dalle macerie e vuole passare una giornata al mare per dimenticare le noie quotidiane. Con derive slapstick e cast maestoso (in primis Ave Ninchi e Peppino De Filippo).

La famiglia Passaguai
La famiglia Passaguai

La famiglia Passaguai


La lunga estate calda (Martin Ritt, 1958)

Southern gothic che parte da William Faulkner e arriva a Tennessee Williams per inquadrare l’ascesa di un ambizioso vagabondo forse piromane (Paul Newman, che anticipa le turbe estive di La gatta sul tetto che scotta) in una ricca famiglia del Mississippi tiranneggiata dal patriarca Orson Welles. Fa caldo, caldissimo.

Paul Newman e Joanne Woodward in La lunga estate calda
Paul Newman e Joanne Woodward in La lunga estate calda

Paul Newman e Joanne Woodward in La lunga estate calda


La voglia matta (Luciano Salce, 1962)

Lolita nell’Italia spensierata della vacanze all’apice del boom economico, con la Catherine Spaak reduce dai Dolci inganni che sconquassa la vita del quarantenne Ugo Tognazzi, accompagnandolo sul baratro della crisi. L’illusione dell’estate, e dunque dell’amore, rifulge all’alba di una commedia ovviamente lancinante.

La voglia matta
La voglia matta

La voglia matta


Due per la strada (Stanley Donen, 1968)

La fine di un amore lungo dodici anni, un viaggio in auto verso la Costa Azzurra che è resa dei conti e bilancio sentimentale, il ricordo delle estati di ieri per ricostruire la storia (con un folgorante montaggio non lineare) tra Audrey Hepburn e Albert Finney, dall’innamoramento giovanile alla stanchezza coniugale.

Albert Finney e Audrey Hepburn in Due per la strada
Albert Finney e Audrey Hepburn in Due per la strada

Albert Finney e Audrey Hepburn in Due per la strada


Messaggero d’amore (Joseph Losey, 1970)

Nell’estate del 1900, un dodicenne di umili origini, ospite di un amico nella campagna vittoriana, diventa “postino” per la scandalosa corrispondenza tra l’aristocratica Julie Christie e l’agricoltore Alan Bates. Sotto l’eleganza che sfiora il calligrafismo, una critica feroce all’alta società attraverso lo sguardo di un adolescente “fuori posto”.

Julie Christie in Messaggero d'amore
Julie Christie in Messaggero d'amore

Julie Christie in Messaggero d'amore


La tardona (Jean-Pierre Blanc, 1972)

Incontro di due solitudini in uno squallido alberghetto a Cassis, villaggio di pescatori e villeggiatura a buon mercato: entrambi un po’ sfioriti, Philippe Noiret, costretto a fermarsi per un guasto, e Annie Girardot, che ogni anno cambia meta, si conoscono per caso, prima diffidano e poi si riconoscono, con finale che è una coccola.

La tardona
La tardona

La tardona


Les bronzés (Patrice Leconte, 1978)

Classico del cinema popolare francese, segue le disavventure di un gruppo di turisti in un resort ivoriano. Non solo una commedia di costume su nevrosi e tradimenti del ceto medio svacanzato, ma anche il trionfo della storica compagnia Le Splendid (Christian Clavier, Thierry Lhermitte, Michel Blanc, Josiane Balasko). Con due sequel.

Les bronzés
Les bronzés

Les bronzés


Piraña (Joe Dante, 1980)

Migliaia di piranha geneticamente modificati per scopi militari finiscono nei corsi d’acqua locali, compresi quelli che portano al campeggio estivo dei bambini. Satirico (un b-movie prodotto dopo Lo squalo, primo blockbuster estivo) e politico (i potenti che insabbiano il pericolo per non perdere i ricchi profitti estivi).

Piraña
Piraña

Piraña


Brivido caldo (Lawrence Kasdan, 1981)

Kathleen Turner e William Hurt, due corpi che sono catalizzatori delle ossessioni sessuali del decennio, infiammano l’esordio del regista, ambiguo e affascinante neo-noir che si riappropria dell’erotismo attraversando un’ondata di calore in Florida, tra incendi visti da lontani e caldo soffocante amplificato dai bollori sessuali.

Brivido caldo
Brivido caldo

Brivido caldo


Puberty Blues (Bruce Beresford, 1981)

L’estate di due ragazze della classe media alla conquista di un gruppo di disinvolti surfisti. Sulle spiagge di un sobborgo di Sydney, uno spaccato onesto e autentico dell’adolescenza che si edifica sul conflitto tra cultura maschilista ed emancipazione femminile. Non a caso molto amato dalle femministe australiane.

Puberty Blues
Puberty Blues

Puberty Blues


Sapore di mare 2 – Un anno dopo (Bruno Gaburro, 1984)

I più audaci lo ritengono migliore del capostipite dei fratelli Vanzina (non coinvolti perché passati da Medusa a Filmauro). Non è così ma, a differenza del primo, è infestato da uno spettro nostalgico più amarognolo, con Mauro De Francesco che si strugge al tramonto e Gino Paoli che canta la title track nel malinconico presente.

Sapore di mare 2 di Bruno Cortini (1983), @Webphoto
Sapore di mare 2 di Bruno Cortini (1983), @Webphoto

Sapore di mare 2 di Bruno Cortini (1983), @Webphoto


L’imperatore di Roma (Nico D’Alessandria, 1987)

Capolavoro dell’underground italiano: un tossico romano vive di accattonaggi e attraversa Roma camminando sotto un sole cocente. Se l’estate esalta la dimensione funebre della città eterna completamente disumanizzata, il regista, con dignità e voltaggio neorealista, rincorre la purezza perduta.


Giorni di sole cocente (Jiang Wen, 1994)

Nella Pechino della Rivoluzione Culturale, i genitori sono tutti presi della politica e i figli ammazzano il tempo tra vagabondaggi in città e risvegli amorosi. Tra ricordi e reinvenzioni, la capsula del tempo che cattura una generazione a-politica, con le caldi luci dell’estate a evocare la nostalgia per quella irripetibile fase della vita.

Giorni di sole cocente
Giorni di sole cocente

Giorni di sole cocente


Estate romana (Matteo Garrone, 2000)

L’afosa Capitale impacchettata dai lavori per il Giubileo del 2000 è lo scenario astratto e straniante di questa commedia vagabonda, che segue tre dropout in cerca di qualcosa. Omaggio indie e beat all’avanguardia degli anni Settanta (essenziale Rossella Or), tassello cruciale della fenomenologia dell’estate romana.

Rossella Or in Estate romana
Rossella Or in Estate romana

Rossella Or in Estate romana


Wet Hot American Summer (David Wain, 2001)

Nella torrida estate del 1981, l’ultimo giorno di campeggio diventa il momento per dare una svolta alle faccende in sospeso o a sfogare tutti gli istinti repressi. Intelligente e travolgente parodia delle commedie demenziali del periodo rievocato (Porky’s), ma anche vivaio di star (da Paul Rudd a Bradley Cooper).

Wet Hot American Summer
Wet Hot American Summer

Wet Hot American Summer


My Summer of Love (Paweł Pawlikowski, 2004)

Un’estate d’amore che brucerà rapidamente nelle campagne dello Yorkshire, dove la rossa e proletaria Mona (Natalie Press) troverà nella mora e benestante Tamsin (Emily Blunt) il bagliore di una ribellione fino a quel momento solo sperata, scoprendo ben presto che il cammino verso la felicità è pieno di insidie.

My Summer of Love
My Summer of Love

My Summer of Love


Still Walking (Hirokazu Kore’eda, 2008)

Una famiglia si riunisce per commemorare il figlio più grande, annegato quindici anni prima in un incidente in mare. La struggente dolcezza di questo autore che conosce il senso implacabile della malinconia in un racconto estivo sospeso tra la nostalgia del passato e il bisogno di sperare nella pace futura.

Still Walking
Still Walking

Still Walking


Summer Wars (Mamoru Hosoda, 2009)

L’estate come spazio aperto alle mille possibilità della vita. Quella reale e quella cyber-punk, come scopre un geniale liceale che trascorre la bella stagione tra un lavoro part-time nel mondo virtuale di Oz e una trasferta imprevista nel paese della sua crush, che l’ha arruolato come finto fidanzato per far colpo sulla famiglia.

Summer Wars
Summer Wars

Summer Wars


All These Sleepless Nights (Michal Marczak, 2016)

Nell’estate dei loro vent’anni, due studenti d’arte rimbalzano da una festa all’altra. Cinema del reale immersivo che scandaglia il disordine emotivo provocato dagli amori finiti o dall’incapacità di amare inquadrando il tornante verso l’età adulta, l’alienazione generazionale, le albe che annunciano giorni sempre uguali.

All These Sleepless Nights
All These Sleepless Nights

All These Sleepless Nights


Mektoub, My love: Canto Uno (Abdellatif Kechiche, 2017)

Nell’estate 1994, un giovane aspirante sceneggiatore torna a casa per le vacanze, ritrova famiglia e amici, trascorre le giornate tra spiaggia, bar e discoteca. Prima parte di una tormentata trilogia, un inno alla vita, al fatoe  all’amore, che illumina di nostalgia le meraviglie di una giovinezza esplosiva e vitale.

Mektoub, My Love: Canto uno
Mektoub, My Love: Canto uno

Mektoub, My Love: Canto uno


Happy Winter (Giovanni Totaro, 2017)

Lo spaccato palermitano di un’Italia balneare che per tre mesi estivi si disconnette dal mondo, trasferendo un surrogato di casa sulla spiaggia attrezzata di casotti. Antropologia vista mare, affresco socioeconomico di un’umanità vasta e composita, mosaico di individui troppo veri per essere veritieri.

Happy Winter
Happy Winter

Happy Winter


Summer (Kirill Serebrennikov, 2018)

Biopic dedicato al triangolo sentimentale-artistico tra Viktor Coj, il leader degli Zoopark Mike Naumenko e sua moglie Natalia, ma soprattutto un racconto collettivo al tramonto del regime sovietico per rendere eterni gli istanti di gloria quanto le ipotesi di futuro. Omaggio a una lost generation, con inesorabile malinconia.

Summer
Summer

Summer


The August Virgin (Jonás Trueba, 2019)

Il più raffinato dei film dell’autore segue il peregrinare di una ragazza in un’estate rohmeriana, tra le attrazioni di un’afosa Madrid, un diario da scrivere e i crepuscoli da trasformare in albe sfavillanti. Nessuno sa cosa fare della propria vita, ma lei cerca un posto nel mondo tra arte e spiritualità, astrattismo e surrealtà.

The August Virgin
The August Virgin

The August Virgin


How to Have Sex (Molly Manning Walker, 2023)

Tre ragazze inglesi aspettano gli esiti degli esami in un villaggio vacanze a Creta: bivaccano in piscina, fanno subito amicizia con i vicini di stanza, bevono e ballano fino all’alba, scoprono il sesso. Coming of age: se dimenticare ciò che ci ha turbato è l’unico modo per andare avanti, come si diventa grandi?

How to Have Sex
How to Have Sex

How to Have Sex


The Summer with Carmen (Zacharías Mavroidís, 2023)

La Carmen del titolo è la cagnolina che il protagonista ha ereditatato dall’ex, mentre l’estate è quella che rievoca con l’amico aspirante regista immaginando il loro debutto cinematografico. Tra ironia e malinconia, una bromance queer disinibita (buona parte è in una spiaggia naturista) e metacinematografica.

To kalokairi tis Karmen (The Summer with Carmen) @Theodoros Mihopoulos/GSC
To kalokairi tis Karmen (The Summer with Carmen) @Theodoros Mihopoulos/GSC

To kalokairi tis Karmen (The Summer with Carmen) @Theodoros Mihopoulos/GSC


Quell’estate con Irène (Carlo Sironi, 2024)

C’è ancora l’eredità di Rohmer in questa womance adolescenziale in gloria dell’estate mediterranea, del suo mistero e della sua luce intermittente, in cui gli anni Novanta sono uno spazio più spirituale che nostalgico, suggestivamente permeato di quella sostanza di cui sono fatti i sogni (dunque i ricordi).

Noée Abita e Camilla Brandenburg in Quell'estate con Irène di Carlo Sironi (foto di Marie Gioanni)
Noée Abita e Camilla Brandenburg in Quell'estate con Irène di Carlo Sironi (foto di Marie Gioanni)

Noée Abita e Camilla Brandenburg in Quell'estate con Irène di Carlo Sironi (foto di Marie Gioanni)


E i figli dopo di loro (Zoran e Ludovic Boukherma, 2024)

Dall’agosto 1992 ai Mondiali del ‘98, nella Francia rurale e deindustrializzata del Nordovest, il racconto di quattro estati (c’è una strepitosa festa del 14 luglio, cuore della stagione), di pomeriggi al fiume, di furti e feste, di primi amori e innocenze perdute. Un coming of age viscerale, infiammato, ridondante, eccessivo, pop.

E i figli dopo di loro
E i figli dopo di loro
(Marie-Camille Orlando / Trésor Films, Chi-Fou-Mi Productions, Warner Bros.)