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Un anno di scuola
Un anno di scuola (Drammatico, Italia/Francia, 2025, 102’)
di Laura Samani, con Stella Wendick, Giacomo Covi, Pietro Giustolisi
● Settembre 2007, Trieste. Fred, diciottenne svedese esuberante e coraggiosa, arriva in città per frequentare l’ultimo anno di un Istituto Tecnico. Si ritrova ad essere l'unica ragazza in una classe di soli maschi e catalizza l'attenzione di tutti, in particolare quella di tre amici: Antero, affascinante e riservato; Pasini, seduttore istrionico; Mitis, bonaccione protettivo. I tre si appartengono da quando hanno memoria. L'arrivo di Fred sconvolge la loro omogeneità, mettendo a dura prova la loro amicizia. Mentre ognuno di loro la desidera segretamente per sé, Fred vuole essere ammessa nel gruppo, ma le viene chiesto continuamente di sacrificare qualcosa di sé per diventare una di loro. In sala da giovedì 9 aprile
A cena con il dittatore (Commedia, Spagna/Francia, 2025, 106’)
di Manuel Gómez Pereira, con Mario Casas, Alberto San Juan, Asier Etxeandia
● Nel 1939, il Palace Hotel, trasformato in ospedale di guerra, ricevette l'ordine da Franco di organizzare una cena celebrativa. Lo staff, diviso tra lealisti e avversari, deve preparare tutto in tempi record. In sala da giovedì 9 aprile


A cena con il dittatore
(Leandro Betancor)Sciatunostro (Drammatico, Italia, 2025, 86’)
di Leandro Picarella
● C’è tanto sole sull’isola, e poi mare blu e costa blu e cielo blu. L’isola del Mediterraneo è bellissima, fatta di campagna, grotte, fondali marini, voli di uccelli che, di notte, si trasformano nei fuochi d’artificio di una festa sacra. Il paradiso per due bambini che crescono insieme, Ettore e Giovannino. Ma alla fine dell’estate Ettore è costretto a trasferirsi sulla terraferma per proseguire gli studi e lascia sull’isola un vuoto che Giovannino dovrà colmare. In un inverno che pare non finire mai, gli arrivano in aiuto l’archivio e la videocamera di Pino, un anziano video amatore. Così gli home movies di un tempo generano nuovi filmati, presente e passato si mescolano quasi per magia, e immagini limpidissime ricongiungono e ricostruiscono vite restituendo il soffio (sciatu) di un’intera comunità. In sala da giovedì 9 aprile


Sciatunostro
O que arde – Verrà il fuoco (Drammatico, Spagna, 2019, 96’)
di Oliver Laxe, con Amador Arias, Benedicta Sánchez, Inazio Abrao
● Amador è un piromane che, dopo aver scontato la sua pena, ritorna al suo paese. Nessuno lo attende: l’unico legame rimasto è con sua madre, baluardo silenzioso a difesa del bosco e della fragile armonia della loro vita, minacciata dal possibile ritorno alle vecchie abitudini del figlio. Quando un nuovo incendio divampa tra gli alberi, il passato riaffiora e la comunità si chiude nel sospetto. In sala da giovedì 9 aprile


O que arde – Verrà il fuoco
L’amore che rimane (Drammatico, Islanda/Danimarca/Svezia/Francia, 2025, 109’)
di Hlynur Pálmason, con Saga Garðarsdóttir, Sverrir Guðnason, Ída Mekkín Hlynsdóttir
● Un anno nella vita di una famiglia, mentre i genitori affrontano la loro separazione. Attraverso momenti giocosi e sinceri, il film ritrae la natura agrodolce di un amore ormai sbiadito e dei ricordi condivisi, sullo sfondo del mutare delle stagioni. In sala da giovedì 9 aprile


L'amore che rimane
Vita mia (Drammatico, Italia/Francia, 2026, 125’)
di Edoardo Winspeare, con Dominique Sanda, Celeste Casciaro, Ninni Bruschetta
● Didi, anziana duchessa transilvana trapiantata in un paese del Salento, vive con orgoglio un presente segnato dall’età e da precarietà economica. Quando è costretta ad assumere un’aiutante, entra in casa sua Vita, donna salentina di origini popolari e carattere deciso. All’inizio le divide tutto: abitudini, lingua, politica, l’idea stessa di dignità. Ma nella routine della cura i rituali aristocratici di Didi e la concretezza di Vita smettono di essere ostacoli e diventano terreno di scambio, rispetto e complicità. Il passato, tuttavia, non rimane in silenzio. Didi deve tornare in Transilvania per il processo di beatificazione del padre e, contro il parere dei figli, sceglie di affrontare il viaggio con Vita. Nella dimora di famiglia e tra parenti rimasti immobili nel tempo riaffiorano ferite legate alla guerra, al nazismo, alla Shoah e al peso di essere sopravvissuti. In questo confronto tra memoria privata e Storia europea, la presenza lucida e tenace di Vita aiuta Didi a dare un senso ai propri fantasmi e ad aprirsi a un’ultima, inattesa serenità. In sala da giovedì 9 aprile


Finché morte non ci separi 2 (Horror, USA, 2026)
di Tyler Gillett, Matt Bettinelli-Olpin, con Samara Weaving, Shawn Hatosy, Kevin Durand
● Grace MacCaullay, unica sopravvissuta a un brutale "gioco" che ha causato la morte del marito e dei suoceri , scopre che la sua vittoria ha un prezzo: ora, le famiglie più ricche e influenti della Terra devono ucciderla in un nuovo gioco, altrimenti rischiano di perdere il loro potere e le loro fortune. Grace si rifiuta di partecipare, ma non ha scelta quando scopre che anche sua sorella minore, Faith, è stata condannata a morte e deve proteggerla a tutti i costi. In sala da giovedì 9 aprile


La salita (Drammatico, Italia, 2025)
di Massimiliano Gallo, con Stefania Blandeburgo, Roberta Caronia, Maurizio Casagrande
● Napoli. 1983. A causa di alcune lesioni dovute al bradisismo il carcere femminile di Pozzuoli viene chiuso e le detenute smistate provvisoriamente in altre strutture penitenziarie della Regione. Alcune di queste vengono momentaneamente ospitate presso il Carcere minorile di Nisida. Intanto, Eduardo De Filippo, nominato Senatore a vita, si reca più volte a Nisida, contribuisce alla ristrutturazione del Teatro del carcere e impianta una scuola di scenotecnica e una di recitazione, inviando gli attori della sua compagnia per mettere in scena il primo spettacolo teatrale in un Istituto penitenziario minorile italiano. In sala da giovedì 9 aprile


La salita
(Anna Camerlingo)Finale: allegro (Drammatico, Italia/Francia, 2026, 113’)
di Emanuela Piovano, con Barbara Bouchet, Anna Bonasso, Luca Chikovani
● Karina ha avuto successo, amori difficili e una vita intensa. Ora vive sola con il suo pianoforte e il gatto Veleno, convinta di aver già deciso cosa fare del tempo che le resta. Ma il passato torna a bussare, una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità, e l’amore impossibile per Elena chiede ancora spazio. Tra imprevisti e piccoli tradimenti, Karina scopre che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio. In sala da giovedì 9 aprile


Barbara Bouchet in Finale: allegro
Tatti – Paese di sognatori (Documentario, Italia, 2025, 113’)
di Ruedi Gerber
● Tatti, un paesino della Maremma grossetana che andava incontro ad un inesorabile spopolamento, ritrova speranza grazie all’arrivo di forestieri e alla collaborazione con gli agricoltori locali. La comunità del piccolo borgo riscopre solidarietà, recupera le terre abbandonate e costruisce un futuro condiviso. In sala da giovedì 9 aprile


Asfalto che suona (Documentario, Italia, 2024, 80’)
di Roberto Delvoi
● Un viaggio romanzesco attraverso l’audace e sperimentale mondo della collana di musica (anti)classica 19’40”. I fondatori Enrico Gabrielli, Sebastiano De Gennaro e Francesco Fusaro, assieme al direttore d’orchestra Marcello Corti, raccontano il proprio lavoro in un documentario on the road, il quale unisce performance dal vivo, registrazioni in studio e viaggi rocamboleschi attraverso l’Italia. Passando dal fascino delle colonne sonore dei videogiochi alla ricercatezza della notazione grafica, dalla poesia della chanson francese fino a giungere all’eleganza della musica classica, Asfalto Che Suona è l’esplorazione di un percorso musicale senza confini di genere e stili. In sala da giovedì 9 aprile


Thrash (Horror, USA, 2026)
di Tommy Wirkola, con Phoebe Dynevor, Whitney Peak, Alyla Browne
● Quando un uragano di categoria 5 colpisce una cittadina costiera, la mareggiata porta con sé devastazione, caos e un pericolo ancora più spaventoso: squali affamati. Su Netflix da venerdì 10 aprile


Il silenzio degli innocenti (Thriller, USA, 1991, 118’)
di Jonathan Demme, con Jodie Foster, Anthony Hopkins, Scott Glenn
● A 35 anni dall’uscita, torna sul grande schermo in 4K la leggendaria sfida psicologica tra Clarice Starling e Hannibal Lecter. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Harris, è il secondo capitolo cinematografico dedicato alla figura di Hannibal Lecter, dopo Manhunter – Frammenti di un omicidio (1986). Con le interpretazioni memorabili di Jodie Foster e Anthony Hopkins, quest’ultimo capace di lasciare un segno indelebile nella storia del cinema con soli 24 minuti e 52 secondi di apparizione, è diventato un punto di riferimento assoluto della cinematografia. Alla cerimonia degli Oscar, il film ha conquistato i prestigiosi Big Five: miglior film, miglior regia (Jonathan Demme), miglior sceneggiatura non originale (Ted Tally), miglior attrice protagonista (Foster) e miglior attore protagonista (Hopkins). Un risultato eccezionale, raggiunto in precedenza solo da Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo. In sala da lunedì 13 a mercoledì 15 aprile


Il figlio più bello (Documentario, Italia, 2025, 81’)
di Stefano Rulli, Giovanni Piperno
● Quando Matteo nasce nel 1978, in Italia non si sa cosa sia l’autismo. I suoi genitori, la scrittrice Clara Sereni e lo sceneggiatore Stefano Rulli, passano anni difficilissimi, tra notti insonni, diagnosi sbagliate e crisi di aggressività del figlio. Nel 1991 a Perugia trovano una psichiatria più avanzata in grado di aiutarli e si spostano in questa città. Ed è qui che daranno vita ad una Fondazione e ad un esperimento pilota di convivenza, tra il figlio e degli studenti universitari. In sala da lunedì 13 a mercoledì 15 aprile


Il figlio più bello
Film di Stato (Documentario, Italia, 2025, 78’)
di Roland Sejko
● Dalla fine della seconda guerra mondiale e per oltre quarant’anni, la storia dell’Albania si intreccia indissolubilmente con quella di un solo uomo: Enver Hoxha, che ha guidato il Paese attraverso alleanze effimere e rotture radicali, fino a condurlo all’isolamento totale. Film di Stato racconta quei quarant’anni di regime comunista albanese attraverso le immagini che il potere ha prodotto per raccontare sé stesso. Costruito interamente con materiali d’archivio spesso inediti - film di propaganda ufficiali, riprese dai fondi riservati o privati della nomenklatura – il film è un viaggio in immagini e suoni all’interno di un regime che fece del cinema uno strumento di potere. Cosa sono capaci di raccontare oggi quelle stesse immagini? In sala da martedì 14 aprile


Film di Stato (2025)
