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Dominique Sanda e Celeste Casciaro in Vita mia
Dopo quasi dieci anni Edoardo Winspeare torna dietro la macchina da presa e nella sua Puglia, terra d’ispirazione di tante sue storie e di tanti suoi film. Questa volta protagonista è il Salento, un Salento che però guarda all’Europa e in particolare alla Transilvania, quel luogo (alcuni lo associano alla Romania, altri all’Ungheria) reso famoso dalla leggenda di Dracula. I vampiri qui non c’entrano nulla e il film non è di genere horror, ma la mente di Didi (Dominique Sanda), un’anziana nobile transilvana pugliese, anche detta “duchessa”, è abitata da tanti fantasmi passati. Per fortuna a farle da badante e pronta ad accompagnarla nella sua terra d’origine per l’inizio del processo di beatificazione del padre arriverà Vita (Celeste Casciaro) che con la sua dedizione e il suo affetto la aiuterà a scacciare i demoni presenti nella sua testa.
Presentato in anteprima al Torino Film Festival e successivamente al Bif&st di Bari questo film affronta tanti temi dalle difficoltà economiche (i due figli di Didi vogliono costringerla a vendere il bellissimo palazzo dove vive da sempre), alle antiche ferite legate alla guerra, al nazismo, alla Shoah e al peso di essere sopravvissuti. Forse troppi temi perché in realtà è soprattutto la storia di profonda amicizia che lega queste due donne molto diverse quel che maggiormente cattura l’attenzione dello spettatore. Snodandosi tra memoria privata e storia europea, il film si regge soprattutto grazie alla bravura dell’attrice francese Dominique Sanda, perfetta nel rendere la fragilità, e anche la durezza e il tormento, di questa donna malata di Parkinson (per questo ruolo il regista si è ispirato a sua mamma, malata di Parkinson).
Era da tempo, esattamente dal 2021 nel film Il paradiso del pavone di Laura Bispuri, che non vedevamo Dominique Sanda sul grande schermo e la sua interpretazione ci conferma quanto le donne over 70 siano preziose per il cinema (pensiamo anche alla spagnola Carmen Maura, bravissima nel recente Calle Malaga dove si trovava alle prese con sua figlia che voleva vendere il suo appartamento a Tangeri, un po’ come Didi). Brava pure la più giovane Celeste Casciaro nel ritrarre questa donna un po’ ruvida, ma dal cuore buono. amante di un avvocato (Ninni Bruschetta). E merito ovviamente anche di Winspeare che è riuscito con il suo sguardo e con verità a raccontarci queste due donne e il loro mondo interiore.
