I complessi

ITALIA, FRANCIA - 1965
"Una giornata decisiva" - Quirino Raganelli prende parte ad una gita con i colleghi della Ditta nella quale lavora, tra i quali c'è Gabriella, della quale è innamorato, e Alvaro, ex amante della ragazza. La timidezza e l'indecisione non solo impediscono a Quirino di chiarire la situazione con Gabriella, ma finiscono per metterlo alla mercé dell'intraprendenza di un'impiegata di eccezionale bruttezza.

"Il complesso della schiava nubiana" - L'onorevole Gildo Beozi, noto per la sua esemplarità morale, viene a sapere dell'imminente uscita d'un vecchio film al quale la moglie aveva preso parte prima del matrimonio. Preoccupato dello scandalo inevitabile, pur di recuperare il film e tutto il materiale pubblicitario, finisce in un ambiente equivoco e cade in una retata della squadra del buoncostume.

"Guglielmo il dentone" - Guglielmo Bertone, uomo di vasta cultura ed abilissimo dicitore, afflitto però da un'enorme dentatura che gli deturpa il viso, si presenta ad un concorso per il posto di lettore del telegiornale. L'impaccio e la mancanza di franchezza da parte di tutti gli esaminatori non impediranno a Guglielmo "il dentone" di battere gli altri concorrenti e di ottenere l'ambito posto.

CAST

CRITICA

"Qualche volta anche il film a episodi (...) riesce a interessare e a divertire (...). E' il caso, crediamo, de 'I complessi', un bianco e nero suddiviso in tre episodi, ciascuno dei quali affidato a un regista diverso. (...) Dei tre episodi (...) il più equilibrato e meglio condotto ci sembra il secondo ("Il complesso della schiava nubiana"). Ottimi spunti individuali, comunque, hanno tutti e tre i protagonisti". (Anonimo, "Il Resto del Carlino", 18 settembre 1965).

"Il film è scorrevole, divertente, (...). Il personaggio di Manfredi è il più comune, quello di Tognazzi il più sinistro, quello di Sordi il più provocatorio. I primi due attori ripetono - con fantasia il primo, e misura il secondo - prestazioni già note." (Ugo Casiraghi, 'l'Unità', 18 settembre 1965)

"Senza Manfredi, attore di derivazione chapliniana, intelligente, fine e misurato, che con un solo gesto risparmia trenta battute di dialogo e che sembra tagliato sulla misura precisa di questi personaggi, i miti ometti della strada che trovano nel piacere di un sorriso il riscatto da mille umiliazioni, l'episodio di Risi sarebbe stato disastroso. (...) Per fortuna la coppia Sonego Sordi (...) rialza di colpo il tono del film con il terzo episodio intitolato 'Guglielmo il dentone'. (...) Quella di Sonego è una sceneggiatura di ferro, calibrata al decimo di millimetro, senza una sbavatura, senza la minima concessione alla volgarità, al risaputo, al convenzionale. Nel suo genere e a modo suo, è un piccolo capolavoro di fantasia, di grazia e di comicità, che consente tra l'altro all'attore di prodursi in un irresistibile pezzo di bravura. (...) D'Amico regista, dirige con eleganza." (Onorato Orsini, 'La Notte', 18 settembre 1965)
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