La giornata balorda

ITALIA - 1960
La giornata balorda
Davide è un giovane delle borgate che non ha alcun mestiere: è disoccupato e, poiché, malgrado la sua giovane età, ha già un figlio, avrebbe urgente bisogno di trovare un lavoro. La madre del bambino è Ivana, anche lei molto giovane. I due si vogliono bene e pensano di sposarsi. Davide, disperato, si reca da uno zio, uomo di pochi scrupoli, che ha un giro di affari più o meno puliti; poi si imbatte in una sua vecchia fiamma, Marina, la quale ora fa la ragazza-squillo, e, mediante un ricatto, gli procura un posto di facchino. Davide viene a contatto anche con l'amica dell'industriale Romani, per il quale appunto ha incominciato a lavorare, ma il lavoro dura soltanto poche ore. Quando viene la sera, Davide, avvilito, non ha il coraggio di tornare a casa. Nel ripensare ai fatti del giorno, ricorda che mentre cercava un luogo tranquillo per intrattenersi con Marina, era capitato in un appartamento, il cui proprietario, un uomo solo, morto il giorno avanti, era esposto tra quattro ceri. Davide aveva notato al dito del defunto un grosso anello di valore. Nello stato di abbattimento in cui si trova gli sembra che rubare quell'anello sia l'unico modo per uscire dai guai: il denaro che ne ricaverà vendendolo gli permetterà d'affrontare con maggiore tranquillità la lotta per l'esistenza.
  • Altri titoli:
    From a Roman Balcony
    A Crazy Day
    Es geschah in Rom
    Love Is a Day's Work
    Pickup in Rome
    Wenn das Leben lockt
    Ça s'est passé à Rome
  • Durata: 89'
  • Colore: B/N
  • Genere: DRAMMATICO, SOCIALE
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Tratto da: da "Racconti romani" e "Nuovi racconti romani" di Alberto Moravia
  • Produzione: PAUL GRAETZ PER PRODUZIONI INTERCONTINENTALI, EURO INTERNATIONAL FILM (ROMA) TRASCONTINENTAL FILM (PARIGI)
  • Distribuzione: EURO INTERNATIONAL FILM
  • Vietato 14

TRAILER

NOTE

- LA DURATA ORIGINALE, POI RIDOTTA, ERA DI 102'.

CRITICA

"Benché il regista dimostri di sapersi valere con abilità della macchina da presa, il film risulta frammentario e discontinuo: la regia ha mirato soltanto al conseguimento di determinati effetti. recitazione di mestiere; buona la fotografia." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 48, 1960)
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