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Pupi Avati sul set di Nel tepore del ballo
“Il dolore è fondamentale nelle nostre vicende umane e nel creare la nostra identità”. Così Pupi Avati alla presentazione del suo ultimo film: Nel tepore del ballo, precedentemente in cartellone al Bif&st e dal 30 aprile nelle sale con 01 distribution. Prodotto dal fratello Antonio Avati e scritto dallo stesso Pupi insieme a suo figlio Tommaso, il film segna il ritorno del regista al dramma intimista e vede protagonista Massimo Ghini nel ruolo di Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo travolto da uno scandalo finanziario proprio all’apice della sua carriera.
“Mi interessava molto il backstage di un programma televisivo e raccontare come la bontà e la cattiveria si rimescolano e come nel giro di cinque minuti il protagonista diventi un'altra persona” prosegue Avati. “Dentro questo film, forse il titolo sarebbe potuto essere ‘La scatolina con la voce della mamma’, c’è la mia vita raccontata nel modo più autentico che potessi”. E ancora: “Sono profondamente riconoscente alla vita per avermi permesso di fare quello che ho fatto. Auguro alle persone di avere un’identità straordinaria, di uscire dall’omologazione e di cercare di essere socialmente liberi”.


Massimo Ghini e Lina Sastri in Nel tepore del ballo
E Massimo Ghini dice: “Ho recitato molto per sottrazione. Per interpretare questo ruolo ho seguito le indicazioni asciutte di Pupi. Lui non scivola mai nel tecnicismo e usando una sola macchina da presa ti impone un’attenzione e una concentrazione massima su quello che stai facendo”. Nel cast anche Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma, Pino Quartullo, Morena Gentile, Manuela Morabito e Raoul Bova. E perfino Bruno Vespa e Jerry Calà nel ruolo di se stessi.
“Mi fanno sempre fare dei mostri – dice Giuliana De Sio, che qui interpreta una conduttrice del mondo della tv – che però, anche se indifendibili, mi fanno simpatia. Il mio personaggio lavora sui bassi sentimenti, si nutre di spazzatura, è il trionfo dell’ipocrisia e della falsità. Pupi mi ha detto che voleva facessi un personaggio sopra le righe, ma sempre credibile”. “Non conoscevo Pupi e mi sono molto emozionata a lavorare con lui – racconta Isabella Ferrari nel ruolo dell’ex moglie del protagonista – e insieme abbiamo parlato di amori, di cadute e del tepore che c’è sempre da qualche parte. Il personaggio che interpreto è una donna maltrattata, abusata e umiliata dalla vita, una donna che non ha fatto scelte e senza riscatto. Pupi con poesia porta in scena gli attori con un solo ciak”. E Lina Sastri: “Questa è una storia bellissima e poetica, interpreto una specie di madre per il protagonista. Pupi è rimasto tra i pochi registi che guardano dal vivo la realtà e non solo attraverso la macchina da presa. Mi ha insegnato a lavorare per sottrazione”.


Isabella Ferrari in Nel tepore del ballo
Infine sull’assenza di film italiani al prossimo Festival di Cannes, Pupi Avati commenta: “Ci sono molti registi straordinari, anche superbi. Il cinema italiano ha un destino difficile da capire. Cito un caso, con ammirazione e con sospetto, ovvero quello di Guadagnino che fa un cinema con cifre al di sopra del mondo, con progetti costosi e in molti casi non commerciali che non portano a casa nulla. Poi c’è anche un cinema italiano che tenta di fare quello americano, più spettacolare, non riuscendoci. Infine c’è un cinema di buon senso con un budget ragionevole. La distinzione tra questi tre mondi è quella del budget che è diventato qualcosa che grava sulle scelte artistiche. Oggi la prima cosa è il budget. Il cinema al quale mi riferisco aveva il suo fine invece nella qualità in se stessa. Quel cinema non lo vedo quasi più e non lo vedo incoraggiato neppure dalle istituzioni”.



