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George Eastman in Preparati la bara!
Addio a George Eastman, al secolo Luigi Montefiori, attore e sceneggiatore che ha attraversato il cinema italiano del secondo Novecento. Aveva 83 anni. Mosse i primi passi nella stagione di gloria del nostro western, trovando ruoli importanti in film come Bill il taciturno (1967), Odia il prossimo tuo (1968), Preparati la bara! (1968), Il mio corpo per un poker (1968), La collina degli stivali (1969), Quel maledetto giorno della resa dei conti (1971), Amico, stammi lontano almeno un palmo (1972), Tutti per uno botte per tutti (1973).
Ma Eastman – un nome d’arte uguale a quello del pioniere della pellicola cinematografica, ma negli anni fu accreditato anche come John Cart, Alex Carver, Lew Cooper – ha frequentato tutti i generi, forte soprattutto di una presenza fisica imponente (due metri d’altezza e anni di rugby), valorizzata in cult come Baba Yaga, che Corrado Farina trasse da Guido Crepax (1973). Perfetto in ruoli da cattivo come nel thriller on the road Cani arrabbiati di Mario Bava (1974), fu sodale di Joe D’Amato, per cui fu sceneggiatore di fiducia e protagonista, lasciando un segno soprattutto nei panni dei mostruosi protagonisti degli horror Antropophagus (1980) e Rosso sangue (1981) ma anche nella stagione sexploitation in film come Sesso nero (1980), Le notti erotiche dei morti viventi (1980) e Porno Holocaust (1981).


George Eastman in Regalo di Natale
Sia come attore che come sceneggiatore, Eastman lavorò con i registi più rappresentativi del cinema bis italiano, da Enzo G. Castellari ne I nuovi barbari (1982) e 1990 – I guerrieri del Bronx (1982) a Sergio Martino in 2019 – Dopo la caduta di New York (1983) e Vendetta dal futuro (1986), da Lamberto Bava in Blastfighter (1984) e Le foto di Gioia (1987) a Umberto Lenzi in La guerra del ferro – Ironmaster (1984). Ma nella sua carriera ci fu spazio anche per partecipazioni più “nobili”, dal personaggio del Minotauro in Fellini – Satyricon (1969) al giocatore di poker nel dittico Regalo di Natale (1986) e La rivincita di Natale (2004) di Pupi Avati, che lo volle anche in Bordella (1976), ma anche una curiosa apparizione in King David di Bruce Beresford (1985).
Dopo aver affiancato D’Amato nella regia di Anno 2020 – I gladiatori del futuro (1984), diresse, in solitaria, l’horror sci-fi low budget DNA – Formula letale (1990). Più prolifica l’attività da sceneggiatore: dagli anni Novanta in poi ha scritto sceneggiatore per fiction di vario genere, dalle lunghe serialità La squadra e Il maresciallo Rocca agli avventurosi Il principe del deserto e Il ritorno di Sandokan fino al true crime Uno bianca, Il cuore nel pozzo sulle foibe e i mélo stracult L’onore e il rispetto e Il peccato e la vergogna.

