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Tricia Tuttle
Aggiornamento: Secondo il quotidiano ZEIT, la direttrice artistica della Berlinale Tricia Tuttle rimarrà in carica per il momento. Nessuna decisione sul suo futuro dopo la riunione straordinaria di questa mattina, convocato dal ministro della cultura tedesco Wolfram Weimer. Il portavoce del ministro ha dichiarato che “le discussioni sulla direzione della Berlinale proseguiranno nei prossimi giorni tra la direttrice artistica e il consiglio di sorveglianza”.
Il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz sarebbe intenzionato a dare il benservito a Tricia Tuttle, la direttrice artistica della Berlinale dopo che la 78a edizione del festival è finita in un ciclone mediatico e politico di proporzioni internazionali. A rivelarlo è la Bild. Un portavoce del ministro della Cultura, Wolfram Weimer, ha comunicato che oggi, giovedì 26 febbraio, è prevista una seduta straordinaria del KBB, l’ente addetto agli Eventi culturali federali a Berlino, per decidere “l’assetto futuro del festival”.
La 78a Berlinale è stata caratterizzata da molte polemiche legate al posizionamento politico dell’istituzione e alle dichiarazioni di alcuni tra gli ospiti del festival. La risposta ambigua di Wim Wenders, presidente della giuria, a una domanda sul perché la Berlinale non avesse dimostrato solidarietà al popolo palestinese così come all’Ucraina e a Iran (“Dobbiamo stare fuori dalla politica”), ha innescato una serie di polemiche culminate dalla lettera aperta firmata da 81 artisti che accusano la Berlinale di non aver preso posizione contro Israele e di aver chiesto ai registi di non esprimersi contro “il genocidio dei palestinesi di Gaza” (tra i firmatari, Tilda Swinton, Javier Bardem, Adam McKay e Mike Leigh).
Ulteriori imbarazzi si sono verificati durante la cerimonia di chiusura: l’attivista palestinese Abdallah Alkhatib, premiato per l’opera prima Chronicles from the Siege, ha accusato la Germania di essere complice di Israele nel genocidio a Gaza insieme ad Israele, invocando una Palestina libera. Parole che hanno spinto il ministro dell’Ambiente, il socialdemocratico Carsten Schneider, a lasciare la sala per prendere le distanze e altri esponenti politici ad accusare il festival di offrire scene “inaccettabili e ripugnanti di antisemitismo”.
In seguito alle indiscrezioni della stampa, il team della kermesse ha diffuso una lettera aperta per esprimere solidarietà alla direttrice Tuttle: “Alla luce dei dibattiti in corso e dei recenti sviluppi, noi – personale, dipendenti a contratto e liberi professionisti della Berlinale e delle istituzioni associate (oltre 510 dipendenti, ndr) – in rappresentanza di una pluralità di prospettive, esprimiamo con una sola voce il nostro sostegno unanime alla straordinaria Tricia Tuttle come direttrice della Berlinale. Abbiamo lavorato a stretto contatto con Tricia durante il suo mandato e abbiamo potuto constatare in prima persona la chiarezza, l’integrità e la visione artistica che ha portato alla Berlinale. Ha fatto sì che centinaia di colleghi della Berlinale si sentissero individualmente rispettati e, collettivamente, estremamente orgogliosi dei risultati ottenuti nel corso di due anni difficili”.
“Non esageriamo – continua la lettera – quando affermiamo, come unanime, che è improbabile che il Consiglio di sorveglianza della KBB avrebbe potuto nominare un leader più intelligente, etico e reattivo per la Berlinale, né uno più dedito ai principi fondamentali che rendono questo festival una piattaforma vitale per il cinema in Germania e a livello internazionale. Ci auguriamo che questo messaggio contribuisca in qualche modo a comunicare la portata dell'ammirazione e della lealtà che Tricia ha ispirato in tutti coloro che investono nel futuro della Berlinale e nel futuro del cinema”.
Tuttle ha ricevuto il sostegno della Deutsche Filmakademie, l’accademia cinematografica tedesca presieduta da Vicky Krieps e Florian Gallenberger, che si è dichiarata sgomenta dal tentativo di “esercitare un’influenza politica sulla gestione di uno dei festival cinematografici più rinomati e importanti al mondo”. Anche la European Film Academy ha espresso il suo supporto a Tuttle: “Crediamo che la sua leadership fornisca solide basi affinché la Berlinale e il cinema europeo possano affrontare con fiducia il futuro”. Centinaia di registi hanno firmato una lettera aperta per opporsi al licenziamento del direttore Tuttle.
Anche quattro registi ebrei (Yuval Abraham, Udi Aloni, Nadav Lapid, Tom Shoval, Oren Moverman) si sono espressi a favore della direttrice: “Cacciare Tuttle sarebbe un errore drammatico e lei ha il nostro pieno sostegno. Le istituzioni culturali non possono sopravvivere se l’intimidazione politica diventa lo standard con cui viene giudicata la leadership. La lezione politica fondamentale tratta dall'Olocausto non è stata solo quella della memoria, ma anche quella della creazione di un ordine democratico internazionale fondato sul diritto internazionale, volto a impedire che i governi potessero mai più ricorrere alla paura, al nazionalismo o ai traumi storici per mettere a tacere il dissenso. In quanto discendenti di famiglie sterminate in Europa, siamo quindi profondamente turbati nel vedere la memoria ebraica invocata in modi che rischiano di limitare la libertà artistica e il pluralismo democratico”-
