Signore e signori, buonanotte

ITALIA - 1976
Su un immaginario TG3, che ha come conduttore Paolo Fiume, vanno in onda: il servizio sul sequestro di Gianni Agnelli che impone ai propri operai il pagamento di un riscatto di 25 miliardi, l'intervista con un ministro corrotto che si difende evocando la legge del più forte, una lezione d'inglese tenuta da due agenti segreti americani, il telefilm "La bomba" che vede la polizia scambiare una sveglia per un congegno a orologeria, e per mascherare la figuraccia inscena una vera esplosione; il suicidio di un bambino napoletano che deve pensare ad altri otto fratelli, appena dopo che sua madre è stata premiata da un vescovo che ne ha esaltato la fecondità; l'intervista a un sociologo tedesco che consiglia di risolvere il problema del sovrapopolamento mangiando i bambini poveri; quattro politici napoletani che, ingrassatisi a spese della città, ne divorano persino il plastico; la tragedia di un generale che si suicida dopo che le sue medaglie sono cadute nel water; un servizio sullo sfruttamento del lavoro minorile; un programma per i ragazzi, con un ispettore di polizia che, andato ad arrestare un "pezzo grosso" finisce per diventare il suo cameriere; la rubrica "Il personaggio del giorno", dedicata a un povero pensionato, che dopo aver dimostrato di saper vivere bene con 32.000 lire il mese piange a sentir nominare il "filetto"; una puntata del "Disgraziometro" ; uno sceneggiato "Il Santo Soglio", sulla lotta per il papato combattuta tra cardinali cinquecenteschi; l'inaugurazione dell'anno "pregiudiziario" con il Presidente Leone e magistrati decrepiti che ballano la tarantella. Conclude questa ipotetica giornata televisiva il tradizionale "Signore e signori, buonanotte".

CAST

NOTE

- ALCUNE FONTI NON ACCREDITANO LA REGIA DI NANNI LOY.

CRITICA

"Ci aspettavano di più dallo sforzo di sceneggiatori e di registi impegnati, in cooperativa, a scavalcare la figura repressiva e parassitaria del produttore. Il 'trust' di cervelli della '15 Maggio' ha partorito invece la semplice reincarnazione del film a episodi, che infila su un labile motivo conduttore (la satira di una giornata televisiva) perle e lustrini, risate e sbadigli". (Tullio Kezich - "Il Millefilm").
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