Il caimano

ITALIA - 2006
Bruno Bonomo, un produttore di film horror dai titoli improponibili ("Mocassini assassini", "Maciste contro Freud") da più di dieci anni non riesce più a dirigere un film e sopravvive con le televendite girate nei suoi studi di posa. Il suo rapporto con la moglie, indimenticata protagonista di "Cataratte", il suo ultimo film, è in crisi ma lui non riesce ad accettare l'idea di separarsi né da lei né, ancor meno, dai due amatissimi figli di 7 e 9 anni. Invitato in un cineclub per la proiezione di "Cataratte", riceve da Teresa, una regista di ventiquattro anni, che ha girato solo due corti, una sceneggiatura da leggere. Quando Bonomo capisce di non poter più produrre con l'aiuto della Rai un film su Cristoforo Colombo perché il regista di nome - ma ormai fuori giro - da lui recuperato, è stato contattato da Aurelio De Laurentiis, telefona alla giovane regista dopo una lettura 'trasversale' del copione che gli sembra buono. Si reca con lei all'incontro con un dirigente Rai senza essersi reso conto che si tratta di un film su Berlusconi. Dopo il rifiuto della Rai, si offre di aiutarlo un importante produttore polacco che, anche se molto critico verso il nostro paese, desidera lavorare con il famoso attore Marco Pulci. Per l'inizio delle riprese vengono allestiti vari set ma, quando Pulci - dopo aver accettato - rinuncia, con una scusa, ad interpretare lo scomodo ruolo, Bonomo vede crollare i suoi sogni. In contemporanea alle difficoltà della vita privata e professionale del produttore, assistiamo alle diverse incarnazioni di un moderno predatore, il Caimano, appunto, che come costruttore e poi imprenditore televisivo è impersonato da un suo sosia. Divenuto Presidente del Consiglio, lo vediamo nelle immagini di repertorio durante il discorso al Parlamento Europeo. In tribunale, infine, durante il processo in cui viene condannato a sette anni, è interpretato da Nanni Moretti.

CAST

NOTE

- IN CONCORSO AL 59MO FESTIVAL DI CANNES (2006).

- 6 DAVID DI DONATELLO 2006: MIGLIOR FILM, REGIA, PRODUZIONE (ANGELO BARBAGALLO, NANNI MORETTI), ATTORE PROTAGONISTA (SILVIO ORLANDO), MUSICA, FONICO DI PRESA DIRETTA (ALESSANDRO ZANON). IL FILM ERA STATO CANDIDATO AI DAVID DI DONATELLO 2006 ANCHE PER: MIGLIORE SCENEGGIATURA, ATTRICE PROTAGONISTA (MARGHERITA BUY), ATTORE NON PROTAGONISTA (NANNI MORETTI), ATTRICE NON PROTAGONISTA (JASMINE TRINCA), FOTOGRAFIA, SCENOGRAFIA, COSTUMI, PREMIO FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE (PREMIO DEI CRITICI).

- 2 NASTRI D'ARGENTO 2007: PER MIGLIOR PRODUTTORE (ANGELO BARBAGALLO, NANNI MORETTI - SACHER FILM), ATTORE PROTAGONISTA (SILVIO ORLANDO) E ATTRICE PROTAGONISTA (MARGHERITA BUY, PREMIATA ANCHE PER "SATURNO CONTRO"). IL FILM ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR REGIA, FOTOGRAFIA, SCENOGRAFIA E SONORO IN PRESA DIRETTA (ALESSANDRO ZANON).

CRITICA

"Si sono già fatti commenti scemissimi prima che 'Il caimano' fosse visibile, sia per avversione verso un autore troppo intelligente e indipendente e per questo antipatico anche a gente di sinistra, sia perché si sapeva da tempo a chi si riferisse il titolo (termine coniato da Franco Cordero) (...) Banale anche l'esercizio diffuso, sempre tra chi il film non ha visto e probabilmente non andrà a vedere, di calcolare se a parlare di Berlusconi senza che sia lui stesso a decidere cosa se ne debba dire, danneggerà la sinistra e porterà voti alla destra, chissà perché. Non si fanno film a fini elettorali, il che sarebbe inutile e sciocco, ma per raccontare delle storie, anche a sfondo politico. Quindi la politica dovrebbe anche in questo caso chiudere l'inutile becco e lasciare al cinema quel che è del cinema: in questo caso, si potrà dire che 'Il Caimano' è un film molto bello, molto ricco, molto umano, spesso anche divertente, senza diventare pericolosi e prezzolati sovversivi? È certamente il film più maturo di Moretti, che con la collaborazione di attori mai così bravi anche nelle apparizioni brevi, prosegue nel suo cammino autobiografico con più serenità e distacco, con più ragione e sentimento." (Natalia Aspesi, 'La Repubblica', 24 marzo 2006)

"Impossibile trovare un «secretante» più bravo del cineasta che per un anno è riuscito a non far trapelare nulla del suo film. E ora che il velo è caduto in un' affollatissima mattinata al Barberini di Roma, a salvaguardia dei futuri spettatori che hanno il diritto a godersi le sorprese del film, si avrebbe voglia di continuare a non anticipare granché. Purtroppo nella nostra società il bel gioco della riservatezza dura poco e i giornali pretendono le notizie. Vediamo comunque di soddisfare qualche curiosità. Chi impersona Berlusconi? A parte che il nome fatidico viene pronunciato solo dopo mezz'ora, di Silvio sullo schermo ne appaiono l'uno dopo l'altro almeno quattro. Il primo è Elio De Capitani in una virtuale messinscena del «film nel film» intitolato Il caimano, quella che immagina il produttore Silvio Orlando leggendo la sceneggiatura della pellicola. Il numero due è Nanni Moretti, che rifiuta la parte perché sostiene in un'ammiccante autocritica che bisogna fare solo commedie. Il terzo è Michele Placido, un ex-contestatore già militante con Gian Maria Volontè e tuttavia pronto a tirarsi indietro. Il quarto è Berlusconi in persona in alcuni reperti fra i quali l'incredibile intervento all'assemblea del Consiglio d'Europa. In finale rientra uno dei rinunciatari e (colpo di scena!) fra tutti è quello che ha l'àplomb più irreprensibile. Sembra quasi che dopo anni all'opposizione l'autore di Il caimano voglia rendere omaggio a un personaggio che, piaccia o no, sta ormai nella storia. (...) Apparentemente legato a un cinema di commedia gergale, Moretti sconfina volentieri nella metafora grandiosa o minimalista: come quella ricerca nevrotica che i bambini fanno di un'introvabile pezzo del Lego senza il quale non potranno mai essere felici. Se una volta si parlava del «Lubitsch Touch», oggi è lecito parlare del «tocco morettiano». Qui il nostro abbraccia in un solo sguardo la crisi del cinema, la crisi dei sentimenti e la crisi dell'Italia; ma cos'è che amalgama il tutto in una chiave più amara che dolce, sottolineata dalle ispirate musiche di Franco Piersanti? Nient'altro che il pessimismo apocalittico di un grande umorista che vede nero nel nostro futuro a onta delle possibili vittorie; e, in cauda venenum, con un finalino esplosivo da far venire i brividi. Cosa aggiungere, caro Nanni? Speriamo che ti sbagli." (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 24 marzo 2006)
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