Casotto

ITALIA - 1977
Durante una calda domenica d'agosto, in una spaziosa cabina collettiva, o casotto, sulla spiaggia libera di Ostia arrivano: una squadra femminile di pallacanestro, subito dirottata in una cabina accanto; due giovani soldati culturisti; due benzinai con le ragazze che hanno rimorchiato; un sacerdote cui la natura ha giocato un brutto scherzo; due nonni con una loro nipote incinta che tentano di affibbiare a un suo ingenuo cugino abruzzese; due donne che vogliono 'incastrare' un guardingo agente delle assicurazioni; una coppia di parrucchieri che ha scelto quel giorno e quella cabina per poter fare finalmente l'amore. Accade, nel corso della giornata, che i due parrucchieri non riescano a dar corso alla loro passione; che uno dei due benzinai prenda il posto dello sprovveduto cugino abruzzese; che le due donne riescano, facendogli violenza, a strappare all'agente delle assicurazioni una valigetta piena di soldi; che le due ragazze rimorchiate dai benzinai gli preferiscano, ma inutilmente, i due culturisti. Un acquazzone improvviso, infine, costringe tutti a un frettoloso ritorno in città.

CAST

CRITICA

"Ambientato quasi esclusivamente tra le pareti di una cabina balneare, che sta a simboleggiare il 'teatro della vita', il film assume la descrizione della giornata di alcune persone a pretesto per un'analisi disincantata del loro comportamento e, con essa, per un'immagine dell'umanità. Il ritratto che ne esce non è lusinghiero: stando al regista, essa, e la vita, non sarebbero che meschinità e squallore, un insieme privo di senso di azioni ridicole o repellenti. Realizzato con indubbio mestiere - il ritmo è esatto, molte trovate sono estrose, alcune osservazioni acute e pungenti - ma anche appesantito da alcune smagliature e da una superflua parentesi onirica." ('Segnalazioni cinematografiche', vol, 84, 1978)
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