Salgono in 11 per ritirare 7 riconoscimenti, 3 dei quali in ex-aequo. Il presidente di giuria Park Chan-wook scherza sulla Palma (“Non la volevo assegnare visto che io non l’ho mai vinta”). Mungiu entra nel “circolo dei 10”, Renate Reinsve amuleto sulla Croisette
Il regista rumeno trionfa per la seconda volta sulla Croisette (settima Palma consecutiva targata NEON...). Grand Prix per Minotaur, poi è la fiera degli ex-aequo: regia ai Los Javis (La bola negra) con Pawel Pawlikowski (Fatherland), attori (Coward) e attrici (All of a Sudden) in coppia
Dalla Cardinale a passeggio con un ghepardo sulla Croisette a Lars von Trier “persona non grata” per la frase shock su Hitler: gli highlights di un festival che in 79 edizioni ha sempre saputo far parlare di sé. A prescindere dai film
Laïla Marrakchi racconta la condizione delle lavoratrici marocchine che emigrano in Spagna per la raccolta delle fragole. Premesse promettenti, ma costruzione superficiale dei personaggi, in Un Certain Regard
La tedesca Valeska Grisebach di nuovo in Bulgaria con un film di frontiera e una straordinaria protagonista, la non professionista Yana Radeva. Per un cinema che si fa archeologia del presente tra le macerie del passato, in Concorso
Léa Mysius porta sullo schermo il romanzo di Mauvignier ma il thriller home invasion regge fino a un certo punto. E non basta un cast altisonante, in Concorso a Cannes (perché?)
Alla vigilia della cerimonia di premiazione si restringe il campo dei pretendenti alla Palma d’Oro. Fatherland e Minotaur sono i favoriti per la critica, ma attenzione alle sorprese...