Vivere a sbafo

ITALIA - 1949
La signora Rosa, proprietaria di una modesta trattoria periferica, eredita da un parente d'America un'ingente fortuna. Naturalmente viene presa di mira da una folla di speculatori, che le propongono gli affari più assurdi. D'accordo con la figlia Iole, decide d'acquistare un albergo di lusso in riva ad un lago; ma dopo averlo acquistato, viene a sapere che l'albergo non ha mai prosperato e tutti i precedenti proprietari sono falliti. Le due donne sono disperate e non sanno che fare, quando vien loro in aiuto il cavalier Berlocco, gran factotum e specialista nel lancio di imprese. Egli farà affluire in folla i clienti e intanto mette nell'albergo, come richiamo, dei finti clienti, che mangiano e bevono a ufo. Poi assolda un nobile spiantato, che ha fama d'arbiter elegantiarum, perché lanci l'albergo. Vengono organizzati concorsi e feste; ma durante una di queste, una banda di ladri ruba i gioielli dei clienti. Fortunatamente il capo della banda, innamorato di Iole, decide di restituire i gioielli rubati, dichiarando che è stato uno scherzo, una trovata per dare ai clienti il brivido. Così tutto finisce nel migliore dei modi: la fortuna dell'albergo è assicurata, mentre Iole ha trovato un fidanzato.
  • Durata: 93'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMICO, COMMEDIA
  • Produzione: NINO ANGIOLETTI PER C.D.I. (CINEMATOGRAFICA DISTRIBUTORI INDIPENDENTI)
  • Distribuzione: REGIONALE (C.D.I.) (1950)

CRITICA

"Ogni uno deve portare la propria croce ed il pubblico pagante quello degli irresponsabili che producono film del genere. L'idiozia si spreca nelle situazioni, nei particolari, negli interpreti. E' un orgia, un' apoteosi, un trionfo dell'illogicità, della incompetenza dell'irresponsabilità (...)". (E. Fecchi, "Intermezzo", n. 9/10 del 31 maggio 1950).
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