La bisarca

ITALIA - 1950
Toni La Motta, un barbiere è fidanzato con Greta, la bella manicure che lavora nel negozio, ma la sua gelosia lo spinge a litigare, a causa sua, con i clienti. Uno di questi reagisce violentemente e con un pugno lo manda a tappeto, battendo la testa contro la radio, che sta trasmettendo una rivista: "La bisarca". Per la violenza del colpo il poveretto perde conoscenza e sogna. Sogna un nuovo diluvio universale che invade di acqua il negozio. Il barbiere e la manicure si salvano nella Bisarca, in cui sono riuniti animali d'ogni genere ed un uomo per ogni razza umana. Ma l'unica donna è la bella manicure e gli altri uomini vorrebbero che fosse proprietà comune. Interviene, nella sua qualità di comandante, Noè e stabilisce che la donna deve appartenere all'uomo che dimostri di essere il più sfortunato di tutti. I vari sfortunati raccontano le loro tragicomiche avventure: l'ultimo è un tale, che avendo inghiottito per sbaglio un pezzetto d'uranio, è diventato un uomo atomico e teme di stare per scoppiare ogni momento. Scoppia infatti, e fa saltare anche l'arca. Destatosi, il barbiere vede accanto a sé la bella fidanzata, che lo assiste amorevolmente ... e si riconcilia con l'esistenza.

CAST

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: ANTONIO ALTOVITI.

- COREOGRAFIA: VERA PETRI.

CRITICA

"E' un lavoro molto debole". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 28, 1950)

"E' un film rivista, il peggiore veduto. Tutti gli attori sembrano un'accozzaglia di deficienti. Non si riesce a ridere neppure solleticandosi le punte dei piedi." (Ettore Fecchi, 'Intermezzo', 31 dicembre 1950)
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