Bellezze in bicicletta

ITALIA - 1951
Bellezze in bicicletta
Due ballerine, Silvana e Delia, partono in pullman per Milano, per raggiungere la compagnia di Totò. Ad un certo punto il pullman deve interrompere il viaggio a causa di un blocco stradale: un giovanotto, Giulio, invita le due ragazze a salire nella sua auto, diretta a Bologna. Le due accettano con riconoscenza, ma durante il viaggio, Giulio tenta di baciare Silvana. Questa si ribella e scende insieme all'amica. Ospitate in una casa di campagna, ne fuggono durante la notte, credendo a torto d'esser cadute nelle mani d'un feroce delinquente. La mattina seguente, arrivate in un paese, credono d'aver raggiunto la compagnia di Totò; ma non è il vero Totò, bensì un imitatore. La mistificazione provoca, la sera, uno scandalo e le ragazze sono costrette a fuggire con indosso soltanto i costumi succinti da ballerine. Con la complicità d'un ingenuo soldatino si introducono in una caserma e ne fuggono la mattina dopo. Mentre proseguono il loro viaggio su due biciclette prese a nolo, vengono raggiunte da Giulio, col quale fanno la pace. Dopo altre strane avventure, giungono sempre in bicicletta a Bologna. Qui partecipano ad una corsa pubblicitaria, che vincono, conquistando un vistoso premio ed il cuore dei rispettivi fidanzati.
  • Durata: 95'
  • Colore: B/N
  • Genere: ROMANTICO
  • Produzione: ALESSANDRO DI PAOLO PER EDIC (EDIZIONE DISTRIBUZIONE ITALIANA CINEMATOGRAFICA)
  • Distribuzione: EDIC - FONIT CETRA VIDEO - GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE

CRITICA

"Se tutto il film si fosse mantenuto sullo stesso ritmo del primo tempo, sarebbe stato un piccolo capolavoro. Ci sono un brio ed una ricerca intelligente di "gags" che non abbiamo riscontrato in altre pellicole; c'è una logica, il che, anche per un film brillante è indubbiamente un pregio. Ci sono due nostre giovani attrici che hanno dato veramente prova di maturità (...). Nel secondo tempo c'è infelice episodio di Maggio e Peppino De Filippo, che avrebbe dovuto essere sforbiciato senza pietà." (E. Fecchi, "Intermezzo", N. 5, 15 marzo 1951).

"Il lavoro non ha pretese artistiche, ma, condotto con brio, è animato dalla recitazione di valenti artisti della rivista e del teatro comico." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 29, 1951)
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