Anime fiammeggianti

ITALIA - 1994
Anime fiammeggianti
Il frustrato insegnante liceale Rosario Innocenti, lasciato dalla moglie Elena e consigliato dalla "Madonna" che gli è prodiga di suggerimenti a cambiare vita, tentato invano il suicidio con la pistola affidatagli dall'amico Salvatore, da poco agli arresti domiciliari, ruba una Mercedes iniziando una doppia vita. Elena, che lavora per un'agenzia investigativa, sta scrivendo una storia su una donna che dorme in continuazione, e si trova dalla sorella Eugenia, che ha una figlia muta Lucia, ed un amante, il costruttore Ernesto Bussotti che si innamora perdutamente di Elena, perseguitandola con avance e mazzi di rose. Mentre Rosario tenta invano di farsi arrestare, Eugenia caccia l'innocente Elena di casa per via di Bussotti, mentre Rosario deve respingere le avance di Salvatore, da tempo innamorato di lui, ed è salvato da Elena, costretta a rifugiarsi dal marito che la accoglie con gioia. Costui tenta di rapinare un lenone alla stazione e viene picchiato, ma la "Madonna" lo soccorre fingendo di ringraziarla, Rosario la deruba. Poi, per aver schiaffeggiato un alunno, litiga col preside, mentre l'agenzia di Elena è stata acquistata da Bussotti, cui ella decide di donarsi per liberarsene; ma costui le propone il matrimonio. Mentre Elena, cui Eugenia ha lasciato la bimba andandosene con un altro uomo, spia il preside di Rosario, quest'ultimo aspetta la collega Amelia a cena, ma si presentano Bussotti che cerca Elena, e Salvatore con due travestiti. Sospeso dalla scuola su istigazione dell'offesa Amelia, Rosario affronta il preside e lo uccide. Il mattino dopo Rosario fugge con Salvatore su un aereo superleggero sul quale i due si scambiano effusioni, mentre Elena, sola con Lucia sul terrazzo, recita passi di una canzone.
  • Durata: 95'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA
  • Produzione: AGNESE FONTANA RANCAN, PIER FRANCESCO AIELLO PER BROOKLYN FILMS, P.F.A. FILMS
  • Distribuzione: MIKADO FILM (1994) - MONDADORI VIDEO

NOTE

- LA VOCE DI LUCIA E' DI VIRGINIA BONACCI.

CRITICA

"Eccentrica questa opera seconda di Davide Ferrario, commedia irrealistica sospesa tra il grottesco e il sarcastico che vuole stigmatizzare il grigiore dei tempi. E lo fa con un procedimento tutto in salita, almeno per quel che riguarda la tradizione più espressiva e più comune al nostro cinema. (...) Il continuo salto di registro espressivo - dal grottesco al satirico fino all'ironico - fa emergere l'istrionismo dei singoli (Haber e Bonacci su tutti) penalizzando forse oltre misura chi ha una recitazione più 'remissiva' (come Cederna, che in certi momenti rischia addirittura il patetismo). E sottolinea con più forza del dovuto la frammentarietà del racconto, lasciando allo spettatore l'impressione di un'opera che non ha saputo raggiungere lo scopo che si era prefisso." (Paolo Mereghetti, 'Sette', 15 settembre 1994)
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