MIchelle Zhou e il tabù dell’omosessualità in Cina: di matrice autobiografica, il film non si smarca dall’approccio canonico. In Orizzonti a Venezia 83
Anuparna Roy torna in Orizzonti a Venezia 83 e racconta le esistenze di alcuni migranti bengalesi a Mumbai. Ma il film è disomogeneo e involontariamente grottesco
Spunto interessante per il polacco Grzegorz Dębowski, sulle tracce di una necrofilia sentimentale di forza dirompente. Ma l’enorme potenziale non è sfruttato pienamente, in Orizzonti a Venezia 83
Il tema è forte ma Jelena Maksimović fallisce nel raccontare la Serbia contemporanea, tra personaggi ridotti a cliché e uno stile goffo, in Orizzonti a Venezia 83
L’esordio di Xavier Tera racconta un’anima in cerca di definizione individuale e sociale con sopraffina composizione estetica e un’affascinante aura fantasmatica. In Orizzonti a Venezia 83
Il regista thailandese Phuttiphong Aroonpheng interroga i buchi neri della coscienza nazionale ma il polso del racconto è debole: affascinante ma frammentario, in Orizzonti a Venezia 83
In un salone di bellezza di Dacca, il corpo della giovane Zaineen viene levigato per il matrimonio. Un body horror a basso voltaggio contro il controllo patriarcale, tra denuncia sociale e sovrannaturale. Esordio bengalese in Orizzonti a Venezia 83