“Per un’attrice interpretare una donna come Angela è il ruolo della vita. Mi sono sentita come Maradona quando fece quel gol del secolo contro l’Inghilterra. Sono occasioni rarissime. Questa madre è un personaggio imperfetto, ma tutti noi esseri umani siamo imperfetti e conteniamo qualcosa di Angela, un fuoco che teniamo tutti a bada”.

A parlare è l’attrice Vanessa Scalera, protagonista del film in concorso a Venezia 83 diretto da Edoardo De Angelis dal titolo Il fuoco che ti porti dentro, nelle sale prossimamente con 01 distribution. Tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Franchini, edito da Marsilio Editori, e prodotto da Picomedia, società del gruppo Asacha e parte di Fremantle con Rai Cinema, il film racconta Angela (Vanessa Scalera), una donna esagerata nel bene e nel male, irresistibile, antica e ostile come poche. Il giorno di Natale questa donna raggiunge suo figlio Antonio (Lino Musella), fuggito molti anni prima da Napoli a Milano e ora con una famiglia e una carriera di successo come editore lontano da sua madre. La cena della Vigilia diventerà ben presto un campo di battaglia emotivo, comico e feroce al tempo stesso che farà riemergere un passato di sopraffazioni e incomprensioni, tra un tenace cappone che non vuole saperne di finire in pentola, una figlia che non si sa se mai arriverà e un illustre ospite inatteso (Tommaso Ragno). Nel cast anche Elena Radonicich e Ivana Lotito, rispettivamente nei ruoli della moglie e della sorella di Antonio.

Il fuoco che ti porti dentro - Foto Anna Camerlingo
Il fuoco che ti porti dentro - Foto Anna Camerlingo

Il fuoco che ti porti dentro - Foto Anna Camerlingo

“In quest’epoca in cui si discute di IA e effetti speciali, noi abbiamo due armi: la scrittura e gli attori – dice Edoardo De Angelis -. Ho spinto gli attori verso territori inesplorati anche per me, verso qualcosa che non si può toccare e odorare, ma che invece stimola l’olfatto e il tatto”. E su Napoli: “Napoli per me è quel fuoco da cui mi sono un attimo staccato, ma che poi mi ha riportato a sé. La lingua più particolare è quella che tutti i popoli possono comprendere.  Il napoletano è un po’ una lingua di passioni viscerali ed è quella che amo di più. La faccenda umana più la si affronta e più è possibile che riguardi tutti quanti. L’altro giorno mi ha fermato una coreana che si era ritrovata in questa storia. Non è una faccenda napoletana, anche se sicuramente è legata alla mia storia personale, ma una sorta di linguaggio del cinema che arriva direttamente a determinati sentimenti e alla dimensione primordiale. Penso che più si è identitari e più si è fratelli”. E sul romanzo: “L’ho amato. Ha fatto risuonare in me una serie di ricordi ancestrali e quella madre mi ricordava mia nonna. Franchini ha scritto un personaggio memorabile e questa era una condizione sufficiente e necessaria per poter cominciare a ragionare su un film”.

Venezia 83 - Photocall Il Fuoco che Ti Porti Dentro
Venezia 83 - Photocall Il Fuoco che Ti Porti Dentro
Edoardo De Angelis - Foto Karen Di Paola

E lo scrittore Antonio Franchini, che ha visto la sua storia al cinema con una sceneggiatura firmata dallo stesso De Angelis insieme a Francesco Piccolo e Ilaria Macchia, dice: “Ho capito subito che il mio libro era in ottime mani. Sono riusciti a rendere film qualcosa che profondamente non lo era. Potete immaginare il peso che ha avuto questa donna nella mia vita personale. Questa è una reinterpretazione che è per forza qualcosa di diverso. Ma Vanessa Scalera per vie misteriose è riuscita a restituirmi l’essenza di mia madre. Quando ho scritto il libro ero molto distaccato da mia madre, mentre poi vedendolo sullo schermo questo distacco è crollato”.   E sul suo libro racconta: “Mi resi conto che questa donna, ovvero mia madre, con la quale avevo litigato tutta la vita era un personaggio. Me ne accorsi quando un giorno la sentii vantarsi con il ginecologo della qualità del suo organo genitale. Gli disse: ‘Ho avuto tre figli e tre aborti e neanche un punto. Quello tenevo bona: la fessa’”.

Edoardo De Angelis (regista, sceneggiatore), Vanessa Scalera (attrice), Lino Musella (attore) - Foto Karen Di Paola
Edoardo De Angelis (regista, sceneggiatore), Vanessa Scalera (attrice), Lino Musella (attore) - Foto Karen Di Paola
Venezia 83 - Photocall Il Fuoco che Ti Porti Dentro

“Per me è stato un regalo enorme lavorare con un autore così straordinario come Edoardo – dice Vanessa Scalera -. Ho portato me stessa in territori sconosciuti, guidavo questa macchina di nome Angela e tentavo di non sbandare. Lui mi ha fatto capire che dovevo sbandare e che dovevo abolire ogni paura di lasciarmi andare”. E su questo personaggio dopo il suo addio a Imma Tataranni: “Mi sono data anche io un’occasione. Ho saputo dire di no, se avessi continuato con Imma non avrei mai potuto incontrare questo. Anche semplicemente per una questione di tempo. Ringrazio il produttore Roberto Sessa che mi ha fatto leggere il libro dicendo che somigliavo a questa madre che puzza”.

Venezia 83 - Photocall Il Fuoco che Ti Porti Dentro
Venezia 83 - Photocall Il Fuoco che Ti Porti Dentro
Lino Musella - Foto Karen Di Paola

E Lino Musella dice: “Questa è una sceneggiatura che mi ha divertito e allo stesso tempo mi ha commosso. Una sceneggiatura solida perché sai dove devi andare. Edoardo ci ha spinto e ha spinto sé stesso verso un’altra zona. Ho scoperto anche il suo amore per gli animali. Lui ama quella parte animalesca, irrazionale, istintiva e innocente e io ho provato a seguire questa sua intuizione”:

Infine De Angelis conclude con un pensiero al cappone, in qualche modo anche lui uno dei protagonisti del film: “A Natale la gente litiga, questo si sa. A volte si rompono definitivamente i rapporti, a volte no. Il cappone non si mette sul piedistallo e fa l’unica cosa umanamente possibile: resta là. Prova nonostante tutto a spiccare il volo. Il futuro non lo conosce lui, figuriamoci io”.

Le musiche della colonna sonora sono composte da La Nina.