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Premio Navicella Cinema Italiano – A Ciambra di Jonas Carpignano
“A Ciambra è un anomalo romanzo di formazione che, attraverso il filtro della finzione, porta in superficie una verità che nessun documentario avrebbe potuto scovare meglio. La macchina da presa non si frappone ma diventa corpo unico della narrazione, per un film a cui non serve spiegare, né banalmente mostrare, ma che preferisce vivere insieme all’oggetto del suo racconto”.


Premio Navicella–Fiction – Giampiero Rigosi e Lino Guanciale per La Porta Rossa
“Per il coraggio, inconsueto quando si tratta di prodotti seriali italiani, di mescolare thriller, noir, fantasy e poliziesco. Una detective story in cui l’ispettore protagonista – interpretato da un convincente Lino Guanciale – è chiamato a risolvere il più paradossale dei casi: il suo stesso omicidio”.


Premio Diego Fabbri per il miglior saggio di cinema – Marì Alberione per Sul cinema e altre imperfezioni di Ezio Alberione
“Non è solo, non semplicemente almeno, un volume concepito e realizzato per onorare la memoria di Ezio Alberione, critico e amico che ci ha lasciati troppo presto. Piuttosto è un libro che ci dimostra quanto ancora attuali, ricchi e intelligenti siano i suoi scritti”.


Premio Colonna Sonora – Pivio e Aldo De Scalzi per Ammore e Malavita dei Manetti Bros.
“Da sempre impegnati ad elevare, musicalmente, il nostro cinema popolare di qualità, da oltre 10 anni accompagnano i lavori dei Manetti Bros. e con Ammore e malavita toccano l'apice della carriera, dimostrando che anche da noi è possibile raccontare storie fondendo magistralmente immagini e musica”.


Premio Miglior Interpretazione Canora – Serena Rossi per Ammore e Malavita dei Manetti Bros.
“Forza dirompente e passione. Canto e recitazione si uniscono per una performance trascinante ed emozionante, che incarna alla perfezione la natura stessa del film. Serena Rossi è anema e core di questo felice connubio tra sceneggiata napoletana e musical, e il suo personaggio resta impresso nella memoria”.


Premio Rivelazione dell’anno – Simone Liberati e Selene Caramazza per Cuori puri di Roberto De Paoli
“Perché con la loro energia riescono a donare l’impareggiabile e necessaria spontaneità ai personaggi di Stefano e Agnese, protagonisti dell’opera prima di Roberto De Paolis. Davvero due cuori puri capaci di connettersi, seppur partendo da zone di spirito agli antipodi”.


Menzione – The Testament di Amichai Greenberg
“Per la capacità di raccontare una storia complessa, dai risvolti talvolta sorprendenti, con linguaggio efficace e tratto incisivo. Il film propone un percorso a cavallo tra memoria e identità mettendo in luce, a partire dalla vicenda personale del protagonista, il difficile e talvolta doloroso cammino per la verità”.
Premio Opera Prima – I peggiori di Vincenzo Alfieri


Premio Toni Bertorelli “Controluce” – Renato Scarpa e Edoardo Pesce



