(Cinematografo/Adnkronos) – È morto all'età di 88 anni David Hockney, artista britannico e una delle figure più influenti e importanti dell'arte contemporanea. La notizia della sua morte è stata annunciata dalla sua agente, Erica Bolton, che ha dichiarato che Hockney è deceduto serenamente a casa sua a Londra giovedì 11 giugno, un mese prima del suo 89esimo compleanno. Hockney era noto per le sue opere d'arte che catturavano il mondo con colori brillanti e vivaci, dalle scene della California degli anni '60 ai paesaggi bucolici della sua natale Yorkshire. La sua arte spaziava dalla pittura alla fotografia, dalla stampa al design di scenografie teatrali.

Nato nel 1937 a Bradford, nel nord dell'Inghilterra, Hockney crebbe in una famiglia di classe operaia e si dichiarò gay fin da giovane, un fatto piuttosto raro per l'epoca. Studiò arte a Bradford e poi al Royal College of Art di Londra, dove si laureò con una medaglia d'oro. La sua carriera artistica decollò negli anni '60, quando si trasferì in California e iniziò a dipingere scene di vita quotidiana con colori vivaci e brillanti. Tra le sue opere più famose c'è A Bigger Splash.

Hockney era noto anche per la sua personalità estroversa e il suo senso dell'umorismo. E' stato un artista molto prolifico e ha continuato a lavorare fino alla fine della sua vita. Nel 2018, la sua opera Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) è stata venduta all'asta per 90,3 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record per un artista vivente. Negli ultimi anni della sua vita, Hockney si era ritirato nella campagna francese, dove ha continuato a dipingere paesaggi con colori vivaci e luminosi. Nonostante la sua fragilità fisica e la necessità di utilizzare una sedia a rotelle, è rimasto attivo nel mondo dell'arte fino alla fine della sua vita. La morte di Hockney segna la fine di un'era nell'arte contemporanea.


Bojack Horseman
Bojack Horseman

Bojack Horseman

(Netflix)

David Hockney ha avuto un forte legame con il cinema. Dal 1955 (Love’s Presentation di James Scott) al 2016 (David Hockney dalla Royal Academy of Arts, dedicato a due grandi mostre dell’artista), molti documentari hanno analizzato ed esplorato la sua opera. Da ricordare, in particolare, oltre al doc biografico diretto da Randall Wright (2014), soprattutto il magnifico e innovativo A Bigger Splash di Jack Hazan (1973), un ibrido tra cronaca e narrazione che prende il titolo dal suo quadro più celebre e racconta con audacia e intimità la fine della lunga relazione tra il pittore e la sua musa, Peter Schlesinger, inquadrando anche la scena artistica degli anni Settanta.

L’opera di Hockney ha influenzato moltissimo il cinema dell’ultimo mezzo secolo, da Martin Scorsese che ha rivelato di essersi ispirato allo spirito del pittore per creare l’estetica di Taxi Driver (in un incontro alla Directors Guild of America rivelò di essere rimasto così influenzato dal film di Hazan da voler cercare la stessa “oggettività”) a Damien Chazelle si è rifatto al suo uso del colore e della luce per alcune scene di La La Land. Senza dimenticare l’omaggio esplicito di Luca Guadagnino, che per il suo libero remake siciliano de La piscina trasfigurò l’immaginario pop californiano di A Bigger Splash. E soprattutto la serie Bojack Horseman che citò l’opera Portrait of an Artist (Pool with Two Figures) mettendo due cavalli antropomorfi al posto dei due uomini, dichiarando un legame fortissimo con le atmosfere psicologiche evocate dai quadri di Hockney. E quello stesso quadro si vede anche in un film italiano: una riproduzione campeggia in casa di Jerry Calà, tormentato protagonista della perturbante commedia romantica Colpo di fulmine.