(Cinematografo/Adnkronos) - "Tutti noi, in fondo, condividiamo una profonda paura legata al lavoro e all'insicurezza economica in una società capitalista. Ed ho deciso di fare questo film perché ogni volta che ne parlavo con qualcuno, proveniente da qualsiasi parte del mondo, la riposta era sempre la stessa: 'è una storia attualissima, mi ci rispecchio'. Anche io ho provato quell'insicurezza, succede in tutti i mondi lavorativi".

Così Park Chan-wook presenta 'No Other Choice', tratto dal romanzo 'The Ax' di Donald E. Westlake, all'82esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Il regista sudcoreano torna al Lido a 20 anni da 'Lady Vendetta'. Lo stesso tempo impiegato per realizzare 'No Other Choice': "Perché ci sono voluti così tanti anni? Per i soldi, la risposta è semplice". E aggiunge: "Come spesso accade in un film, non è che non avessimo un budget, ma volevo essere sicuro che fosse un budget sufficiente. Ci sono voluti 20 anni, ma l'ho fatto proprio come volevo".

La storia racconta di Man-su (Lee Byung-hun, noto al grande pubblico per la sua partecipazione nella serie Netflix 'Squid Game'), uno specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza: è così soddisfatto della vita da potersi dire sinceramente 'ho tutto'. Trascorre felicemente le sue giornate con la moglie Miri, i due figli e i due cani, finché un giorno viene improvvisamente informato dalla sua azienda di essere stato licenziato: "ci dispiace, non abbiamo altra scelta''.

E così fa di tutto per trovare un nuovo lavoro entro i successivi tre mesi per il bene della famiglia. Nonostante la sua ferma determinazione a rimettere in sesto la sua vita, trascorre oltre un anno passando da un colloquio di lavoro all'altro, finendo per lavorare in un negozio al dettaglio. Si ritrova a rischio di perdere quella stessa casa che ha faticato così tanto per comprare. L'occasione di riscatto sembra arrivare con la Moon Paper. Il rifiuto e l'umiliazione da parte del caporeparto Choi Sun-chul (Park Hee-soon) lo spingono a una decisione estrema: se non c'è posto per lui, se lo prenderà da solo. 'No Other Choice' segue il protagonista a un bivio professionale.

Alla domanda 'cosa farebbe se l'industria cinematografica vivesse una profonda crisi?' Park risponde: "Non credo che questo accada. Forse, la cultura di andare al cinema per vedere un film potrebbe finire. Ma immagino che se arriverà il momento in cui non riuscirò a ottenere il budget che vorrei, continuerò a creare film con il mio smartphone. L'ho già fatto (con il cortometraggio 'Life is But a Dream', ndr)". Quando ha letto il romanzo "ho pensato che il nostro mestiere, così come quello del protagonista di questo film, non è solo una questione di occupazione: è la nostra vita, la nostra passione", conclude il regista.