(Cinematografo/Adnkronos) – “Non ho pensato a ripercussioni”. Così Jude Law risponde alla domanda sul timore di ripercussioni nell'interpretare Vladimir Putin. L’attore si è infatti calato nei panni dello zar nel film ‘Il Mago del Cremlino’ di Olivier Assayas in concorso alla 82esima Mostra del cinema di Venezia. E aggiunge: “Mi sono affidato alle mani di Olivier. Una storia raffinata raccontata in modo intelligente che non cercava controversie gratuite. Non cercavamo di definire nulla su nessuno”.

Il racconto, spiega Law, “mi ha indotto a riflettere cos’è il potere ma non ho una risposta finale. Credo sia qualcosa di amorfo”. Nell’interpretazione, spiega l’attore, “la parte più complessa è stato il volto pubblico che noi vediamo e che lascia trapelare poco. E come attore ero in un conflitto, tra il cercare di rivelare poco e sentire molto. Per me è stato tutto una rivelazione perché sapevo bene poco di lui".

Jude Law e Paul Dano in Il mago del Cremlino
Jude Law e Paul Dano in Il mago del Cremlino

Jude Law e Paul Dano in Il mago del Cremlino

(Carole Bethuel)

Nella costruzione del personaggio, spiega l'attore, "abbiamo cercato di trovare dei tratti familiari su di me. È straordinario cosa può fare una parrucca", scherza. Elementi positivi? "Ho imparato il judo", conclude.

'Il Mago del Cremlino' "è un film su ciò che è diventata la politica e della situazione pericolosa in cui ci sentiamo tutti. Non è la situazione di Putin nello specifico ma riguarda anche tanti altri leader" dice Olivier Assays.

Per il regista francese, classe 1955, è "un film che parla molto genericamente della trasformazione della politica durante l’arco delle nostre vite, specialmente per la nostra generazione. E' ancora più terrificante perché non abbiamo ancora trovato la risposta". E a chi gli chiede, citando il film, se la Russia comanda il mondo, il regista risponde negativamente.