Era il 2017 quando Reed Hastings, co-fondatore di Netflix, disse che il loro competitor principale non era un canale via cavo, l’industria cinematografica o un’altra piattaforma specializzata in streaming, ma il sonno. Perché Netflix puntava – e, in un certo senso, punta ancora – a riempire le giornate delle persone, a essere il primo e l’ultimo pensiero dei propri utenti. Nel tempo, Netflix ha aggiunto servizi su servizi, distribuendo contenuti di vario genere: pensiamo ai primi esperimenti con gli show interattivi, tra serie per bambini e la puntata speciale di Black Mirror, Bandersnatch (esperimento che, come sappiamo, è stato abbandonato); ma pensiamo anche ai più recenti accordi con le grandi case videoludiche (Netflix ospiterà un’anteprima esclusiva di GTA VI, uno dei titoli più attesi e chiacchierati del 2026).

Con il passare degli anni, insomma, è diventato sempre più evidente che il più grande competitor di Netflix non è il sonno e non è nemmeno una delle altre piattaforme di streaming: sono le realtà come YouTube. E non è un caso se, poche settimane fa, la stessa Netflix ha cominciato a chiudere accordi con alcuni dei content creator più famosi per ospitare sulla propria piattaforma i loro contenuti. Un esempio: Good Mythical Morning, uno dei canali americani più famosi e seguiti, capace di produrre contenuti di qualità e di rivaleggiare senza problemi con la programmazione della tv. (Piccolo inciso: questo discorso riguarda unicamente content creator internazionali, non italiani).

L’offerta di Netflix ai content creator di YouTube

A quanto pare, come ha scritto Bloomberg il 20 luglio, Netflix ha stretto accordi molto vantaggiosi con questi canali. Attenzione, però: senza mai chiedere ai vari content creator di lasciare YouTube o di pubblicare in esclusiva i loro video sulla sua piattaforma. Sarebbe estremamente costoso, visto il numero di iscritti che questi canali hanno raggiunto (siamo intorno ai 500 milioni). Quello che Netflix chiede, pagando alcuni milioni di dollari, è di poter ospitare a sua volta contenuti che sono già stati pubblicati, o che verranno pubblicati, sulla piattaforma di Google. Occasionalmente questi accordi si trasformano, portando allo sviluppo di serie originali.

Good Mythical Morning
Good Mythical Morning

Good Mythical Morning

Se i podcast che Netflix sta distribuendo in questi mesi non hanno ancora portato risultati rilevanti o comunque facili da valutare, la strategia con i content creator sta funzionando. E questo, con buone probabilità, è il motivo per cui YouTube ha deciso di reagire, offrendo accordi esclusivi ed estremamente vantaggiosi ai canali principali. All'inizio, YouTube ha negato di essere in competizione con Hollywood, i grossi studios o le grandi piattaforme. Negli anni, MrBeast, il content creator con più iscritti al mondo, ha sviluppato diversi show per Prime Video, e non c’è stata nessuna contromisura. Ora, però, le cose sembrano cambiate. YouTube sta offrendo milioni di dollari a quei canali che pubblicheranno i loro contenuti in esclusiva sulla sua piattaforma.

YouTube corre ai ripari

Questi pagamenti possono avvenire, dice Bloomberg, in due forme: o finanziando progetti speciali oppure favorendo questi canali nelle campagne pubblicitarie più importanti. Quei content creator che, al contrario, decidono di firmare accordi con Netflix sono soggetti a conseguenze precise: sarà sempre più difficile, per loro, partecipare a determinate campagne e attività e la stessa YouTube tenderà a escluderli dai contratti con i brand più importanti. Se l’accordo di Netflix ha avuto successo in un primo momento, è stato perché è arrivato come un’aggiunta, non come una scelta: i content creator potevano guadagnare altri soldi senza fare granché. Ora, invece, è più che palese il bivio davanti a cui si trovano.

Mr. Beast
Mr. Beast

Mr. Beast

YouTube non si comporta nello stesso modo con altre piattaforme, ma solo con Netflix. Molti content creator hanno canali diversi, su più social. L’esempio più importante è Twitch, la piattaforma di livestreaming di Amazon. Eppure non ha mai rappresentato un problema, o addirittura un rischio, per le visualizzazioni e, più in generale, per i numeri della piattaforma di Google. È interessante provare a fare un passo indietro e ricostruire quella che è stata la storia di YouTube e Netflix nel corso degli anni: Netflix ha usato YouTube per distribuire contenuti speciali, come dietro le quinte e approfondimenti video sulle sue serie e sui suoi film; serie originali di YouTube, come Cobra Kai, sono poi diventate serie di punta di Netflix. Per riprendere il discorso che faceva Reed Hastings, è evidente che tutte queste realtà, da YouTube a Netflix, puntano a una sola cosa: il tempo delle persone. E qualunque realtà riesca a portare via questo tempo o a riempirlo diversamente è un potenziale competitor.