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Primo ciak per Il Mostro: Pietro Pacciani, secondo atto della serie dedicata al caso del Mostro di Firenze. La miniserie, in tre episodi, è diretta da Stefano Sollima e creata dallo stesso Sollima insieme a Leonardo Fasoli. La produzione è di Wildside, società del gruppo Fremantle, e AlterEgo, con Sonia Rovai, Gina Gardini, Stefano Sollima e Lorenzo Mieli.
Il progetto arriverà prossimamente in esclusiva su Netflix e proseguirà il lavoro avviato con Il Mostro, presentato lo scorso anno Fuori Concorso alla 82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore del Nastro d’Argento Grandi Serie come miglior Serie Crime.
Dopo aver ricostruito la cosiddetta pista sarda, Il Mostro: Pietro Pacciani sposta il fuoco su uno dei capitoli più noti, controversi e discussi dell’intera vicenda: la pista dei “Compagni di merende” e, in particolare, la figura di Pietro Pacciani, principale sospettato nelle indagini sugli otto duplici omicidi commessi tra il 1968 e il 1985, che terrorizzarono la Toscana e l’Italia intera.
“Abbiamo sempre immaginato Il Mostro come una serie antologica: racconti autoconclusivi, ognuno dedicato a uno dei diversi sospettati di essere l’autore della serie di delitti che ha sconvolto la Toscana e l’Italia intera tra gli anni Settanta e Ottanta”, dichiara Stefano Sollima. “Dopo aver raccontato la pista sarda, questa volta facciamo un salto avanti nel tempo per affrontare il capitolo forse più noto, controverso e discusso di tutta la vicenda: la storia di Pietro Pacciani, condannato e poi assolto, e dei suoi presunti complici, i famigerati Compagni di Merende, in un caso che ha diviso l’opinione pubblica italiana per decenni. Forse è anche per questo che il caso di Pacciani resta il più inquietante: una colpevolezza mai provata, ma anche mai del tutto esclusa”.
Figura centrale nelle cronache giudiziarie dell’epoca, Pietro Pacciani fu condannato in primo grado nel 1994, poi assolto in appello il 13 febbraio 1996. La Procura ricorse in Cassazione e, il 12 dicembre 1996, la Cassazione annullò l’assoluzione, disponendo di fatto un nuovo processo d’appello. Pacciani però morì il 22 febbraio 1998, prima che il processo bis venisse celebrato.
