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2 cuori e 2 capanne - Foto Maria Marin
“Il mio film è un atto d’amore e un omaggio ai giovani. Una generazione che sta lottando per avere alcuni diritti come lo sportello psicologico a scuola o il diritto a parlare di tematiche sessuali e affettive. Una generazione che ha riempito le piazze italiane per dire no a un massacro che stava avvenendo a pochi chilometri da noi, in Palestina, e che manifesta contro la violenza sulle donne”.
A parlare è Massimiliano Bruno che oggi ha presentato 2 cuori e 2 capanne, nelle sale dal 22 gennaio. Protagonisti Claudia Pandolfi e Edoardo Leo, nel ruolo rispettivamente di un’insegnante di liceo, femminista convinta e indipendente, lui del preside dello stesso istituto, tradizionalista e “maschilista inconsapevole”. Travolti dalla passione si troveranno a dover fare i conti non solo con un diverso modo di pensare, ma con una situazione del tutto imprevista che li costringerà a confrontarsi perché lei scoprirà di essere rimasta incinta.
“Nessuno mi può giudicare aveva alcune caratteristiche romantiche, ma questa è una vera e propria commedia romantica - prosegue Bruno, che ha scritto questo film insieme ad Andrea Bassi, Damiano Brué e Lisa Riccardi -. La mia compagna, Sara Baccarini, un giorno mi disse che ero un maschilista inconsapevole, che facevo tutto l’impegnato, ma che in fondo ero un calabrian style. Aveva ragione. Così ho scritto questo film, mentre aspettavamo nostro figlio Adriano, perché penso che il nostro futuro sia stare insieme venendosi incontro l’uno con l’altro. Mi premeva farlo perché vedevo che l’opinione pubblica stava sempre più mettendo i maschi contro le femmine. E ho pensato a cosa poteva succedere se una femminista convinta rimaneva incinta di un maschilista inconsapevole”.


Il regista Massimiliano Bruno - Foto Maria Marin
E Claudia Pandolfi racconta: “Interpreto una stupenda e rocciosa femmina che si fa forte di cose che non si rivelano poi così utili per lei. Queste idee molto radicate in realtà sono una chiusura per lei. E grazie a questo gancio sessuale e alla chimica molto forte che prova per questo preside è costretta a mettersi in discussione e decide di confrontarsi con idee diverse. Io ero una femminista inconsapevole. Mi definisco una femminona, non un maschiaccio”.
Ed Edoardo Leo: “Io nel disagio ci sguazzo. Ho posizioni ideologicamente e politicamente molto diverse rispetto a quelle del mio personaggio, ma scavando dentro di me, per educazione ricevuta e per alcune modalità sociali, penso di avere anche io una mia parte da maschilista inconsapevole sulla quale devo lavorare”. Nel cast Gian Marco Tognazzi (“fratellastro maschilista consapevole del protagonista”), Giorgio Colangeli (“ormai da l’Orestino di C’è ancora domani faccio solo personaggi maschilisti”) e nel ruolo di loro stessi: Daniele Silvestri, Carolina Crescentini e Valerio Lundini. Tanti anche i giovani che hanno interpretato i ragazzi del liceo, tra questi Benedetta Tiberi nelle vesti della portavoce dei bisogni dei liceali, leader dell’occupazione, e Giulia Mei che canta un brano definito da Bruno un po’ l’inno di tutto il film.
Sui giovani di oggi Claudia Pandolfi commenta: “Le nuove generazioni sembrano sopite, in realtà lo siamo noi. Sono loro che ci devono insegnare qualcosa sullo stare al mondo, non sono ovattati e non stanno tutto il giorno a scrollare il cellulare come pensiamo noi”. Mentre sui ruoli da lei ultimamente interpretati, da Il ragazzo dai pantaloni rosa a Un professore, molto vicini ai ragazzi dice: “Ora sono una donna di mezza età e posso fare la madre di ragazzi tra i 10 e i 20 anni. Prima facevo sempre donne ingenue, ora invece interpreto donne più volitive e combattive. Ma noi decidiamo poco delle nostre carriere, è la scrittura che fa la differenza e ora per fortuna ci sono molte più penne femminili rispetto al passato”.
Bruno poi sottolinea: “Avere una parte del mio lavoro che ha a che fare con i ragazzi è stata una grande risorsa per me. I ragazzi del laboratorio di arti sceniche dove insegno sono meravigliosi e alcuni hanno anche recitato nel mio film”.
Presentato alla scorsa edizione di Alice nella Città e prodotto da Fulvia e Federica Lucisano con Vision Distribution che lo distribuisce anche, il film uscirà in oltre 400 copie. “Sono un distributore inconsapevole - dice scherzando Massimo Proietti di Vision -. La speranza è quella di arrivare a San Valentino. Nella produzione italiana si fatica a fare una commedia romantica credibile. Questa riesce a essere contemporanea ed è il suo grande pregio”.

