Cos’è il bene comune? “L’entusiasmo che oggi sembra sopiti – spiega Vanessa Scalera – e la necessità di guardare alle cose senza giudizio”. Secondo Teresa Saponangelo è “lo spazio di cui deve riappropriarsi la comunità, dai teatri alla sanità”. Per Claudia Pandolfi si dovrebbe considerare “il dolore comune” anziché il bene: “Il mondo sta implodendo per l’interesse di pochi, invece dovremmo pensare a quelli di tutti”. Ma Il bene comune è anche il titolo del nuovo film di Rocco Papaleo, in cui Scalera, Saponangelo e Pandolfi affiancano il regista, sceneggiatore e attore.

Che, per il suo quinto film da autore e interprete, torna nella natia Basilicata, diventa una guida turistica che accompagna un’attrice e quattro detenute sul massiccio del Pollino (la più grande area protetta in Italia che si estende tra Calabria e Basilicata), alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Un cammino che diventa presto un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, pieno di suggestioni musicali.

“Mi sono formato attraverso l’esercizio del teatro canzone – dice Papaleo, che ha scritto la sceneggiatore con il sodale Valter Lupo – e spero di aver trovato una modalità narrativa suadente anche per il pubblico cinematografico”. Il bene comune è il suo film più jazz, con la colonna sonora di Michele Braga, dominato da presenze femminili (“Sono sempre state le prime scelte”, specifica Papaleo): oltre a Scalera, Saponangelo e Pandolfi, ci sono la cantautrice Linda Ferri (alla prima esperienza da attrice) e la teatrante ronconiana Rosanna Sparapano, senza dimenticare l’altro maschio del gruppo, Andrea Fuorto (che nel film concede anche un’irresistibile imitazione di Papaleo).

Rocco Papaleo e Vanessa Scalera in Il bene comune
Rocco Papaleo e Vanessa Scalera in Il bene comune

Rocco Papaleo e Vanessa Scalera in Il bene comune

(Riccardo Ghilardi)

“Mi sono divertita molto – riflette Scalera, la ‘capocomica’ del gruppo – anche perché difficilmente mi offrono ruoli così poco ombrosi. All’inizio ero titubante, alla fine è stato più semplice e soave di quanto pensassi. Rocco mi ha fatto riemergere l’argento vivo, ci ha permesso di spingerci oltre. Più che un film è un vero show”.

Saponangelo è un’infermiera che ha fatto qualche errore di troppo: “La struttura tra realtà e piano onirico era precisa, l’unica cosa che mi ha concesso è di fare delle piccole improvvisazioni. Rocco vedeva il mio personaggio con una certa sensualità, per me era più rude: lui ne era convinto, però nel corso delle riprese abbiamo virato verso la mia idea. È stato possibile solo perché c’era un contatto costante”.

“Rocco è un regista che gestisce il set in maniera poetica – afferma Pandolfi, che interpreta una madre che sta scontando una pena per aver osato di immaginare una vita diversa – e l’elemento musicale ci ha fatto accordare tra noi. Ha una strana empatia e un’allegra malinconia. Ma da attore ti rompe l’incantesimo: forse gli piace di più stare dietro la macchina da presa”. Ipotesi confermata da Papaleo, che ha rivelato di “ambire a fare un film solo da regista”. Nel frattempo, Il bene comune – prodotto da Roberto Sessa per Picomedia con Carlo Pontesilli, Rocco Papaleo e Ludovico Cantisani per Less Is More Produzioni e Massimiliano Orfei, Luisa Borella, Davide Novelli per PiperFilm – sarà in 300 sale italiane dal 12 marzo con PiperFilm.