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Lorenzo Perrotta e Toni Servillo in Scherzetto - Foto Maria Spada
"Il gioco è centrale in questo film. Il bambino vuole solo giocare e non capisce le problematiche del nonno. Non sa nulla di nulla, ma in fondo sa tutto di tutto. Alla fine questo gioco diventa il disegno. Sono due personaggi agli estremi della vita nella totale incomunicabilità. Ora quello che vedo è che sono due mondi molto distanti, due generazioni molto lontane, e mi domando come comunicheranno. Ma penso che ci sia un campo immenso di possibilità”.
Così Mario Martone alla presentazione del suo ultimo film, ovvero Scherzetto. Fuori concorso a Venezia 83 e prossimamente nelle sale con 01 distribution, il film con sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo è tratto dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, edito da Einaudi, e racconta la storia di un nonno, Daniele Mallarico (Toni Servillo), un noto illustratore ormai vedovo che vive da solo a Milano. Suo nipote si chiama Mario (Lorenzo Perrotta) ha cinque anni, è una peste che parla come un libro stampato e sa fare tutto. Un giorno la figlia Betta (Serena Rossi) chiede a Daniele di tornare da Milano a Napoli nella casa di famiglia per tenere per qualche giorno il nipote perché lei deve andare a un convegno. Si consumerà un vero e proprio duello tra i due.
“Con Ippolita sono un lettore di tutti i libri di Domenico Starnone - prosegue Martone -. Uno scrittore universale, chiunque vi ritrova qualcosa di proprio. Io che sono napoletano, figlio di una certa cultura patriarcale, vi ho ritrovato tante risonanze. Tante cose che mi sono appartenute e mi appartengono. Qui ci sono un nonno e un nipote piccolissimo. E il carattere prismatico di questo libro mi ha permesso di fare un film con tante facce: un film sull’arte, sull’origine caotica del mondo. Ma anche un film comico”.


Il regista Mario Martone - Foto Gianmarco Chieregato
"Quando vi sento parlare del mio libro ne parlate in modo più significativo della critica letteraria - commenta Domenico Starnone -. Il film l'ho visto e l'ho trovato bellissimo. Questa sera aspetto di vederlo qui a Venezia sul grande schermo. Tenevo molto che questo film lo facesse Mario e sapevo che era un film difficile perché il libro è fatto di piccoli movimenti e lunghe riflessioni e poi c'è la mia particolare propensione a mescolare insieme tanti generi. Tenere insieme registri diversi è complicato nella scrittura, lo è ancora di più al cinema. Ma questo lavoro è riuscitissimo".
“Il mio personaggio è un uomo che riflette sul senso del suo mestiere- racconta Toni Servillo-. Lui è di origini popolari e ha voluto affrancarsi diventando un venerato maestro dell’illustrazione a Milano. È un film che riflette sul credito. Ho approfittato della bellezza del romanzo per raccontare un uomo che sente avvicinarsi la vecchiaia e questa condizione drammatica però diventa anche una condizione feconda perché percepisce intorno a sé le cose diversamente”.


Serena Rossi e Lorenzo Perrotta in Scherzetto
E Serena Rossi dice: “Io interpreto una matematica, una donna che lavora, in carriera e con un bimbo piccolo. Va sempre di fretta. Per me è stato un regalo questo ruolo. Ho letto il romanzo e mi sono innamorata. Mi piace che sono la figlia di Toni Servillo. Mi piace che c’è questa sorta di gioco. Ho anche pianto dalla gioia”. E su Napoli: “Io me ne sono andata da Napoli. Ora vivo a Roma. Ho avuto sempre un rapporto un po’ conflittuale con la mia città. Ultimamente forse mi ci sono un po’ riappacificata”.
Il film è prodotto da Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani e Picomedia.



