“È Emanuela Fanelli, certo, ma distante da me. L’idea nasce in un periodo in cui mi ritrovavo a vedere molti documentari incentrati sulle carriere di persone anche tutto sommato giovani, tutti o quasi incentrati sulla retorica dell’inciampo, momento che diventa poi decisivo per rinascite o cose simili. Ecco a me è venuto in mente invece di raccontare il fallimento puro, immaginare un futuro dove all’ascesa precedente si contrappone un tracollo definitivo”.

Emanuela Fanelli, ieri sbarcata al Lido già nella versione futuribile di se stessa, porta alla Mostra di Venezia Peccato, l’unica serie presente quest’anno al Festival: prodotto da Be Water Film con la collaborazione di HBO Max e Rai Cinema, il format in 6 puntate arriverà su HBO Max dal prossimo 2 ottobre.

Autofiction e mockumentary si mescolano, alle reali prodezze dell’attrice romana (i 2 David vinti per Siccità e C’è ancora domani) si aggiungono altre imprese (la regia del film Pasticciona in amore, successo clamoroso a cui farà seguito una serie maledetta, l’apertura di un Academy il cui motto è “Recitare in inglese si dice To Play, che vuol dire giocare”, la conduzione di coppia con Paola Cortellesi di Striscia la Notizia, e relativo tormentone): all’apice del grande successo, però, l’attrice sparisce dalle scene.

Emanuela Fanelli in Pasticciona in amore nella serie Peccato - Foto Francesca Cassaro
Emanuela Fanelli in Pasticciona in amore nella serie Peccato - Foto Francesca Cassaro

Emanuela Fanelli in Pasticciona in amore nella serie Peccato - Foto Francesca Cassaro

La ritroviamo nel 2049, ormai sessantatreenne, raggiunta da un intrepido documentarista (che in realtà vorrebbe realizzare un documentario su Elsa Morante e Alberto Moravia) inviato in Valle d’Aosta per cercare di riportare in superficie la sua storia. Fanelli non recita più, non si concede agli obiettivi e alle penne dei rotocalchi. Obiettivi e penne che, bisogna dirlo, neanche la cercano più, visto l’oblio in cui è caduto il suo nome dopo anni di inattività. Ma perché? Quale scandalo l’ha costretta al ritiro?

Scritta dalla stessa Fanelli insieme a Giulio Somazzi e Valerio Vestoso, quest’ultimo anche regista (dopo Vita da Carlo), Peccato chiama a raccolta intorno alla sua protagonista un’infinità di colleghi/amici, tutti nel ruolo “deformato” e futuribile di loro stessi: tra gli altri, Alessandro Borghi, Sabrina Ferilli, Ferzan Özpetek, Valerio Mastandrea, Anna Bonaiuto, Geppi Cucciari, Massimo De Lorenzo, Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Paolo Genovese, Malcom Pagani e Paola Cortellesi. Nel cast anche molti personaggi del mondo dello spettacolo tra cui Giovanni Benincasa, Gianni Canova, Piera Detassis, Giovanni Floris, Gigi Marzullo, Stefano Rapone, Tullio Solenghi, Daniele Tinti, Tommaso Zorzi e non solo…

Emanuela Fanelli e Sabrina Ferilli sul set di Peccato - Foto Francesca Cassaro
Emanuela Fanelli e Sabrina Ferilli sul set di Peccato - Foto Francesca Cassaro

Emanuela Fanelli e Sabrina Ferilli sul set di Peccato - Foto Francesca Cassaro

“Ho fatto tante telefonate, chiedendo a tutti di interpretare se stessi in chiave surreale, pensate alla telefonata che ho dovuto fare a Ozpetek e Solenghi...”, racconta Emanuela Fanelli, che oltre “all’umorismo e all’ironia surreali” crede il pubblico possa anche provare “un po’ di tenerezza nei confronti di questo personaggio: presuntuosa, mitomane, egocentrica, certo, ma ormai donna matura che si ritrova a dire che forse non era quella la vita che voleva”.

Ferzan Özpetek e Emanuela Fanelli sul set di Peccato - Foto Francesca Cassaro
Ferzan Özpetek e Emanuela Fanelli sul set di Peccato - Foto Francesca Cassaro

Ferzan Özpetek e Emanuela Fanelli sul set di Peccato - Foto Francesca Cassaro

Ma perché immaginare un futuro così “distante” dall’attuale momento di felicità professionale? “Credo sia abbastanza umano pensare sempre alla fine dei periodi fortunati, quindi da una parte forse è stato un voler in un certo senso esorcizzare questo timore, dall’altra se poi davvero dovesse andare male dare la possibilità alla gente di dire ‘Lo vedi? L’aveva detto che andava a finire così’”, spiega con la consueta ironia l’attrice, che per il 2049 – nella serie – profetizza anche una Paola Cortellesi Presidente della Repubblica: “Ci faceva ridere che nel futuro Paola potesse ricoprire un altro ruolo, magari poi succede davvero, chissà…”.

Nessuna autocensura o limiti autoimposti: “Ci siamo divertiti molto a scriverla, sempre molto liberi ma con un determinato approccio per poi mettere in scena tutto questo. Tutti gli attori sono stati bravissimi a snaturarsi, a prendersi in giro, a giocare anche con i loro cliché”, dice Valerio Vestoso, che aggiunge: “Abbiamo cercato di evitare alcune formule abusate, volevamo raccontare questa storia allontanandoci dai soliti schemi delle commedie su piattaforma”.

Emanuela Fanelli in Peccato - Foto Francesca Cassaro
Emanuela Fanelli in Peccato - Foto Francesca Cassaro

Emanuela Fanelli in Peccato - Foto Francesca Cassaro

Ragionando invece sull’attualità di un successo che negli ultimi anni è andato in crescendo, Emanuela Fanelli ammette di aver sentito “il rischio di farmi definire da questo mestiere. Il David è stato un onore, se me l’avessero detto dieci anni prima che l’avrei vinto sarebbe stata una cosa a cui nel mio immaginario avrei dato un’importanza che poi non si è rivelata la stessa che gli ho dato realmente. È un lavoro, questo, che amo tantissimo, ma quello che mi smuove i sentimenti nella vita reale sta da tutt’altra parte. Credo sia importantissimo non far diventare l’essere attrice il metro di chi si è realmente”.