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Lee Chang-dong - Foto Karen Di Paola
(Cinematografo.it/Adnkronos) – "Sono passati otto anni dalla mia opera precedente (Burning, ndr). In questo periodo ho percepito come le nostre vite siano cambiate in modo drammatico, anche a causa del Covid, e ho pensato che il rapporto tra gli esseri umani si sia modificato in modo fondamentale e drammatico. Il cinema può ancora unire le persone. Questo film è il risultato di tali riflessioni sul cambiamento dei rapporti umani e su quale tipo di cinema sia necessario in questi tempi".
Lo afferma il regista sudcoreano Lee Chang-dong, in concorso a Venezia 83 (mancava dalla Mostra dal 2002) con Possible Love, targato Netflix e disponibile sulla piattaforma dal prossimo 6 novembre.


La trama segue l'intrecciarsi di due coppie sposate, due mondi che si incontrano attraverso la macchina da presa: un lavoratore licenziato e sua moglie, una documentarista e suo marito. Mentre collaborano alla realizzazione di un film, le loro strade si intrecciano, rivelando differenze profonde e desideri inconfessati. E il regista si sofferma sul ruolo del documentarista: "Il modo in cui il suo personaggio osserva le persone e si comporta mentre filma, ci dice che è qualcuno che si interroga costantemente sul suo rapporto con i soggetti che riprende. In questo mi rivedo molto. Come regista, mi sono sempre posto le stesse domande: sono abbastanza vicino a loro? Sono trasparente e onesto nel loro racconto?".


Riguardo alla colonna sonora, Lee Chang-dong ha spiegato il suo approccio minimalista: "Generalmente non amo utilizzare molta musica nei miei lavori. Credo che la musicalità debba essere realizzata all'interno del film stesso. Per questa pellicola volevo un uso minimalista della musica, che avesse il preciso ruolo di enfatizzare le emozioni solo quando strettamente necessario".



