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Meadow Walker, Jordana Brewster, Vin Diesel, Michelle Rodriguez, Neal Moritz (foto di Karen Di Paola)
Ci sono immagini che svelano la vera natura del cinema oltre lo schermo, dimostrando che la finzione può tramutarsi in carne, sangue e soprattutto memoria. Ciò che è accaduto al Grand Théâtre Lumière durante il Festival di Cannes va ben oltre la consueta liturgia promozionale della Croisette. Alla proiezione di mezzanotte del 13 maggio, organizzata per celebrare i venticinque anni dal debutto di Fast and Furious (2001), Vin Diesel ha rotto la corazza da duro di Dominic Toretto.
Con animo commosso ha ricordato Paul Walker, l'indimenticato Brian O'Conner scomparso nel 2013, definendolo "il fratello di cui ognuno di noi avrebbe bisogno". L’emozione è salita alle stelle pochi istanti dopo, con l’abbraccio con Meadow Walker, figlia di Paul, che ha idealmente sigillato davanti alla platea di Cannes quel concetto di "famiglia" che da sempre è il motore dell’avventura. "Questo è un film in cui la fratellanza è stata introdotta da me e da mio fratello Pablo (il soprannome con cui Vin Diesel chiamava Paul Walker, ndr). E la persona che non mi avrebbe mai permesso di venire qui da solo, la persona che rappresenta quella fratellanza, è Meadow Walker", ha dichiarato Diesel.
La proiezione di Fast and Furious di Rob Cohen sulla Croisette rappresenta la consacrazione storica del franchise. Fino a qualche anno fa era considerato un fenomeno pop, per qualcuno anche “da spiaggia”, se si pensa che il nono capitolo è stato presentato proprio a Cannes al Cinéma de la Plage. L’ingresso nel palinsesto ufficiale del Grand Théâtre Lumière identifica l’entrata della saga nella grammatica del patrimonio cinematografico contemporaneo.


Ma che cosa ha significato realmente Fast and Furious per l'industria negli ultimi venticinque anni? Uscito in sala nell'estate del 2001 come un giro in giostra ad alto budget sulle corse clandestine di Los Angeles, l’originale sembrava destinato a intercettare una sottocultura giovanile molto passeggera. Invece, nell'arco di undici capitoli e oltre sette miliardi di dollari di incasso, si è trasformato nel franchise più longevo, redditizio e trasversale della storia della Universal Pictures.
Ha ridefinito il concetto stesso di blockbuster moderno attraverso tre intuizioni fondamentali. In primo luogo, la capacità di reinventarsi radicalmente dal punto di vista del genere. Nata come un poliziesco d'azione focalizzato su motori truccati e corse su strada, la serie ha saputo progressivamente deviare verso l’heist movie internazionale e lo spionaggio fantascientifico d'alta quota, accogliendo nel tempo star del calibro di Dwayne Johnson, Charlize Theron, Jason Statham e Helen Mirren.
In seguito il franchise è stato un pioniere assoluto della diversità culturale e della rappresentazione inclusiva su grande schermo, assemblando un cast multietnico ben prima che diventasse una priorità per gli studios hollywoodiani.
Infine l'elemento più squisitamente melodrammatico: la mitizzazione del nucleo familiare. In un panorama cinematografico dominato da supereroi solitari o cinici antieroi, Fast and Furious ha costruito la propria epica sulla lealtà fraterna e sul senso di appartenenza. La tragica scomparsa di Paul Walker, anziché interrompere questo legame, ne ha amplificato la portata emotiva, trasformando la saga in una specie di monumento vivente alla sua memoria.


L'abbraccio a Cannes tra Vin Diesel e Meadow Walker non è stato dunque solo un momento da tabloid, ma la dimostrazione tangibile di come Fast and Furious sia riuscito a far coincidere la realtà con la propria narrazione. Vin Diesel ha poi svelato un dettaglio sul futuro dell’epopea (il riferimento è alla giacca personalizzata che indossava, ricamata con il logo Fast Forever): "Adesso andrò a piangere un po’, ma voglio solo che voi sappiate che l'unico motivo per cui realizzeremo un capitolo finale nel 2028 è dovuto a ciascuno di voi, che ci avete donato i vostri cuori e la vostra lealtà. Ci fa venire voglia di rendervi tutti orgogliosi".
A venticinque anni dal primo colpo di acceleratore, mentre già si guarda al futuro con il capitolo conclusivo Fast Forever annunciato per il 2028, la Croisette ci ricorda che il rombo dei motori di Toretto e O'Conner non è stato solo intrattenimento ad alta velocità, ma un fenomeno culturale che ha cambiato le regole dell'azione a Hollywood.



