“Il cinema sta attraversando un periodo di grande fragilità a causa della crisi della distribuzione nelle sale, del cambiamento dei comportamenti delle nuove generazioni di spettatori, dell'onnipresenza di altri schermi, della fusione degli studi cinematografici statunitensi, della pirateria e dell'intelligenza artificiale – che può essere un'altra forma di pirateria – e così via. Al momento abbiamo già definito metà dei film che comporranno il concorso, ce ne restano altri 400 da vedere: abbiamo visto film che ci hanno reso felici… Il cinema è in uno stato di costante creatività e rinnovamento”.

Come da tradizione, il delegato generale del Festival di Cannes, Thierry Frémaux, viene intervistato da Variety pochi giorni prima della conferenza stampa ufficiale (prevista il 9 aprile) dove sarà svelata la line up della 79ma edizione del Festival, in programma dal 12 al 25 maggio.

Nessuna “anticipazione” sui titoli che avranno la loro première sulla Croisette, ma qualche conferma sugli assenti di peso, come Digger di Alejandro González Iñárritu, con protagonista Tom Cruise, e The Entertainment System is Down del due volte Palma d’Oro Ruben Östlund: “Non sono pronti”, dice Frémaux all’intervistatrice Elsa Keslassy.

Sul primo titolo, quasi due mesi fa ipotizzavamo l’eventuale premiere veneziana per il semplice motivo che la release mondiale già fissata dalla Warner è il 2 ottobre 2026 (sempre ammesso che lo studio non decida di bissare il percorso del recente trionfatore degli Oscar, Una battaglia dopo l’altra, che è uscito a fine settembre 2025 senza alcuna premiere festivaliera).

Sul secondo, invece, solamente qualche settimana fa si è saputo che non sarebbe stato pronto per l’edizione di quest’anno di Cannes e lo stesso Frémaux ammette di non aver visto neanche un premontato: “No, perché non è ancora pronto. Ora ha tempo... per l'anno prossimo”.

Ad onor del vero gli viene chiesto anche di The Odyssey, il nuovo film di Christopher Nolan con release fissata a luglio: anche qui, Frémaux dice che sarà realmente pronto solamente a ridosso dell’uscita, ma è altrettanto vero che da tradizione Nolan non partecipa a nessun festival cinematografico: l’unica volta a Cannes è stata nel 2018, per parlare del restauro di 2001: Odissea nello spazio di Kubrick.

L’altro grande nome in ballo è ovviamente quello di Steven Spielberg, con il nuovo, attesissimo film sugli alieni, Disclosure Day. Qui il delegato generale non si sbilancia: “Non lo so se ci sarà. Sarà una sua decisione e di Universal. L’uscita di un film dipende da molti fattori strategici. A volte Cannes rientra in queste strategie, altre volte no”.

Tornando alle certezze, invece, come d’abitudine sarà rispettata la regola secondo cui il film che apre la kermesse dovrà contemporaneamente uscire in tutte le sale francesi: “Viene fatto per mettere in risalto le sale cinematografiche e il pubblico. E questo dà anche un’ottima spinta al film d'apertura: lo scorso anno Partir un jour, opera prima diretta da una regista donna (Amélie Bonnin, ndr) ha riscosso un enorme successo proprio grazie a questa strategia”.

Come pure non si viene meno alla tradizione per quello che riguarda i film prodotti e/o distribuiti dalle piattaforme streaming: “Su questo tema, Cannes ha un solo principio, ovvero che i film in concorso devono essere distribuiti nelle sale francesi”.

E l’altra cosa che Frémaux dà per certa sarà l’assenza di serie tv dal programma di quest’anno: “Presentiamo serie televisive solo quando sono create da registi cinematografici, come David Lynch, Jane Campion o, più recentemente, Valeria Golino. A quanto pare, non si presenterà un'occasione simile nel 2026”.