“Non c’è male peggiore di una famiglia divisa”. Richiama in esergo il cuore dell’Antigone di Sofocle, Gianluca Matarrese, per aprire il suo nuovo lavoro dopo l’acclamato GEN_, documentario e unico italiano in concorso allo scorso Sundance.

Il quieto vivere, evento speciale fuori concorso alle Giornate degli Autori di Venezia 82, nasce da una storia vera, vissuta tra le mura della famiglia stessa del regista, che nel prologo si affida ad ambientazioni da tragedia greca (con tanto di coro) e mette subito una dinnanzi all’altra le due contendenti, Imma Capalbo e Maria Luisa Magno, tra loro cognate ed entrambe cugine di Matarrese. Che ancora una volta, dopo Fuori tutto nel 2019, mette al centro di un suo documentario vicissitudini familiari.

Ci troviamo in uno sperduto borgo calabrese, Contrada Viscigliette, un piccolo agglomerato di abitazioni situate in cima al colle che lì tutti chiamano il Cozzo: in una di queste palazzine vive Maria Luisa Magno, cinquantenne da sempre in guerra con il mondo. Al piano di sotto l’appartamento del fratello, sposato con Imma.

Legate da un rancore reciproco che si perde nella notte dei tempi, le due donne si sfidano tra denunce e insulti, mentre intorno – soprattutto tre anziane zie – cercano disperatamente e senza fortuna di riportare la pace.

Il quieto vivere di Gianluca Matarrese
Il quieto vivere di Gianluca Matarrese

Il quieto vivere di Gianluca Matarrese

In poco più di 80 minuti Matarrese (che scrive il film insieme a Nico Morabito) costruisce un’anomala docufiction (possono tornare alla mente operazioni come Pranzo di ferragosto o il più recente Vittoria) che abbraccia il tragicomico, dove ironia e crudeltà si amalgamano anche grazie all’innegabile fascino dato dalla “verità” di gesti, linguaggio, volti, tradizioni (la preparazione dei cibi fatti in casa, le tavolate delle feste) che alimentano la semplicità di un quotidiano capace di farsi racconto.

Che sa affidarsi tanto alla tradizione orale (i ricordi delle tre zie, naturalmente nostalgiche dei bei tempi, quando in famiglia vigeva l’armonia) quanto all’immediatezza degli innumerevoli resoconti che le due contendenti forniscono di volta in volta: lo scotch sul contatore della luce, la tovaglia stesa e tagliuzzata, il cane che va a fare i bisogni sul pianerottolo…

Il quieto vivere di Gianluca Matarrese
Il quieto vivere di Gianluca Matarrese

Il quieto vivere di Gianluca Matarrese

“Tu passaci sopra”, si sente dire Luisa, che tra le due, capiremo poco a poco, sembrerebbe essere quella più fumantina e per nulla disposta ad indietreggiare di un millimetro in questa faida dove ogni esternazione diventa performance e dove si ha sempre la sensazione che prima o poi la tragedia del reale possa compiersi. Non a caso, infatti, a parte quel confronto nel succitato prologo, le due donne nel film non si incontreranno mai più…

“Dove finisce il sangue comincia la pace, dove finisce la pace comincia il sangue”.