Un uomo entra in bar. "Non è una rapina, vengo dal futuro!". Sembra l'inizio di una barzelletta, invece è il principio di Good Luck, Have Fun, Don't Die, il nuovo film di Gore Verbinski presentato alla Berlinale nella sezione Special Gala. L'uomo è Sam Rockwell, detto Man from the Future, appunto l'Uomo del Futuro, e il diner è un normale locale dei nostri tempi, ma non proprio. Rockwell sostiene di provenire dal domani, appunto, e indossa un giubbotto esplosivo: se non lo ascoltano si farà saltare in aria.

La questione è semplice quanto paradossale: bisogna impedire a un bambino di nove anni di costruire una nuova forma di Intelligenza Artificiale, evoluta e letale, che renderà la razza umana un automa. La classica fine del mondo. E l'Uomo è già stato in quel bar 117 volte, in una gemmazione di possibilità e multiversi, per evitare l'apocalisse delle menti ipnotizzate.

Rockwell recluta così una squadra: due docenti sfiduciati (Michael Peña e Zazie Beetz) alle prese con gli studenti di oggi, tutti dipendenti dall'IPhone fino a diventare zombie; una donna con ipersensibilità elettromagnetica (Haley Lu Richardson), un'altra che affronta la morte del figlio (Juno Temple), più Asim Chaudhry nella veste del personaggio scettico. La crew è completa, inizia l'avventura.

Juno Temple, Zazie Beetz, Michael Peña, Sam Rockwell, Haley Lu Richardson, Georgia Goodman e Asim Chaudhry in Good Luck, Have Fun, Don’t Die
Juno Temple, Zazie Beetz, Michael Peña, Sam Rockwell, Haley Lu Richardson, Georgia Goodman e Asim Chaudhry in Good Luck, Have Fun, Don’t Die

Juno Temple, Zazie Beetz, Michael Peña, Sam Rockwell, Haley Lu Richardson, Georgia Goodman e Asim Chaudhry in Good Luck, Have Fun, Don’t Die

(Constantin Film Distribution GmbH)

Mentre si aggirano lungo il percorso, ecco la moltiplicazione di storie che lo trasforma quasi in un film a episodi: scopriamo cos'è successo a questi "combattenti", uno per uno, entrando nelle loro vicende in flashback. Si va dagli scolari zombie, dunque, fino alla mamma che perde il figlio in una sparatoria scolastica, ma poi lo "riottiene" grazie a un'azienda che lo fornisce leggermente diverso... La migliore è però Ingrid, che di professione fa la principessa azzurra nelle feste per bambine, e si trova ad essere mollata dal fidanzato che si trasferisce in un altro luogo, ossia in una realtà virtuale.

Storie di oggi, deliri della tecnologia impazzita, frammenti di sci-fi del presente in realtà già detta e vista, basta ripassare Black Mirror. C'è poi la missione principale, ovviamente, che le figure devono portare a termine intervenendo sul bimbo demiurgo per scongiurare la catastrofe AI. Il cinema americano ha iniziato a riflettere sulle conseguenze dell'Intelligenza Artificiale, con vari toni e registri, pensate - a titolo di esempio - al Tom Cruise contro l'AI dell'ultimo Mission Impossible.

Sam Rockwell in Good Luck, Have Fun, Don’t Die
Sam Rockwell in Good Luck, Have Fun, Don’t Die

Sam Rockwell in Good Luck, Have Fun, Don’t Die

(Constantin Film Distribution GmbH)

Gore Verbinski, già architetto di fenomeni di incasso (The Ring, Pirati dei Caraibi) allestisce una fantascienza venata di horror e commedia, un caleidoscopio vorticoso di 135 minuti ricco di trovate e soluzioni, anche troppe. Del resto il progetto dichiara la propria matrice videoludica, fin dal titolo che riprende il tipico augurio rivolto ai giocatori (“Good Luck, Have Fun”) aggiungendo però l'esortazione alla sopravvivenza degna di un survival: qui l'esigenza primaria è anche non morire. Molte le citazioni e le riscritture, alcune palesi e altre più occulte, coi nostri come novelli guardiani della galassia in un loop di piani spazio-temporali.

Verbinski è midcult: vuole costruire il cult commerciale americano sul tema della AI ma pecca per accumulo e superficialità, nell'ansia di tradurre la materia complessa per tutti. Alla fine rischia l'effetto contrario, nel senso che il baraccone svela la sua natura di cartapesta, virtuale appunto. Ma come sempre con Verbinski il ritmo c'è: indiavolato e sincopato, senza tregua anche quando scade nella sciocchezza, così porta a casa le oltre due ore.

Menzione speciale per Sam Rockwell, in versione clochard folle, pronto a diventare una maschera di Halloween. Menzione specialissima per una creatura che appare all'improvviso (no spoiler), un mostro che è l'iperbole dei gattini che noi tutti guardiamo sul cellulare. Nessuno escluso. Finale aperto al possibile sequel, decide il botteghino.