Thierry Fremaux, delegato generale di Cannes, è un grande appassionato di sport e di calcio in particolare. Non stupisce quindi che in selezione ufficiale quest’anno si trovino due documentari sul pallone: uno è The Match, l’altro è Cantona, presentato fuori concorso.

Diretto da David Tryhorn e Ben Nicholas, il film racconta la carriera calcistica di Eric Cantona, uno dei più folgoranti talenti del calcio francese, ma anche uno dei caratteri meno malleabili e delle personalità più peculiari, tanto da cambiare otto squadre in meno di 10 anni; finché non lo compra il Manchester United e qui viene a contatto con Alex Ferguson, l’allenatore simbolo del calcio inglese.

24/2/1995 Eric Cantona Disciplinary Hearing Eric Cantona sits with Alex Ferguson Credit: Offside / David Davies
24/2/1995 Eric Cantona Disciplinary Hearing Eric Cantona sits with Alex Ferguson Credit: Offside / David Davies
24/2/1995 Eric Cantona Disciplinary Hearing Eric Cantona sits with Alex Ferguson Credit: Offside / David Davies

I due registi si affidano senza remore al carisma dell’ex-calciatore, lo piazzano al centro dell’inquadratura sfruttando anche il suo talento di attore naturale e, mentre ne raccontano le vicende burrascose, si soffermano sui rapporti umani con l’allenatore, sul percorso emotivo e umano di un uomo consapevole e irredento, l’ultimo baluardo del calcio moderno prima che si entrasse nel mondo contemporaneo, in cui i giocatori sono aziende, marchi obbligati all’irreprensibilità (è curioso che l’ultima stagione di Cantona al Manchester sia anche la prima di David Beckham, come in un passaggio di consegne al calciatore divo per eccellenza).

Cantona cerca di confondere un po’ le acque per sembrare meno basico di ciò che è, usa effetti grafici che rubano tanto da Refn quanto dai filmini familiari, lavora sull’altissima definizione e l’aspetto cinematico per nascondere un po’ la semplicità dell’impostazione, ma sono difetti superficiali rispetto all’intento che Tryhorn e Nicholas raggiungono: scolpire la figura del calciatore come un personaggio a tutto tondo, che mentre incanta con la palla al piede può permettersi di dire “Je fais du thèatre”.