Luca Guadagnino a Cannes con The Staggering Girl

"Qualcosa di mai provato prima, un film basato su una collezione di alta moda", dice il regista italiano. Alla Quinzaine con quest'opera breve (37') realizzata con la Maison Valentino
Luca Guadagnino a Cannes con The Staggering Girl

“Sono a Cannes per la prima volta, alla Quinzaine poi. Lo considero un premio, visto che sono un vecchio nouvellevaguista“.

Luca Guadagnino è sulla Croisette con The Staggering Girl, film breve (37′) ospitato nella sezione La Quinzaine des Réalisateurs. Il film nasce dal dialogo artistico tra il regista Luca Guadagnino e il direttore creativo della Maison Valentino, Pierpaolo Piccioli: insieme realizzano un esperimento narrativo che unisce il linguaggio cinematografico e quello della Couture raccontando i capitoli della vita di una donna attraverso il rapporto madre-figlia.

Il cast d’eccezione, fortemente voluto da Luca Guadagnino e Pierpaolo Piccioli, dà vita ad un insieme di personaggi complessi interpretati da Julianne Moore, Kyle MacLachlan, Marthe Keller, Kiki Layne, Mia Goth e Alba Rohrwacher.

“Il progetto nasce in primo luogo per la mia ammirazione verso il lavoro di Pierpaolo, poi l’anno scorso a luglio durante l’alta moda di Parigi ho avuto il piacere di vedere la collezione, ho capito che dietro c’era un lavoro squisitamente narrativo, non era semplicemente l’esibizione di bellissimi abiti, ma un percorso narrativo vero e proprio”, racconta ancora Guadagnino, che aggiunge:”Questo piccolo film rappresenta il trionfo di tutti i miei desideri, dal cast che sono riuscito a mettere insieme alla possibilità di avere Sakamoto alle musiche. Julianne Moore ha abbracciato questo lavoro subito, Alba Rohrwacher è una mia vecchia amica, Mia Goth una nuova amica, dai tempi di Suspiria. Poi finalmente sono riuscito a realizzare il sogno di mettere i capelli di Alba all’indietro, cosa che lei detesta, ma stavolta ce l’ho fatta”.

Muovendosi tra Roma e New York, il film racconta una storia intima, fatta di simboli, gesti, immagini, la forza del legame di sangue e di genere tra due donne giunte alla resa dei conti con loro stesse. Le creazioni Alta Moda Valentino percorrono la pellicola, partecipando alla sua atmosfera onirica e amplificando, con una sofisticata sotto-trama visiva, la sceneggiatura di Michael Mitnick, autore di serie cult come Vinyl e del film The Current War.

“Penso a David Lynch da sempre ma non è stato un pensiero diretto mentre realizzavo il film. Anche se la presenza di Kyle può agevolare questo tipo di ragionamento”, dice il regista a proposito delle atmosfere dell’opera, che ancora non ha una distribuzione certa: “Qualsiasi diffusione ipotetica di questo prodotto è benvenuta, che sia la sala o lo streaming. Non mi pongo il problema. Abbiamo fatto quello che volevamo fare a prescindere poi dall’ipotetica distribuzione. Il progetto comunque qui a Cannes sta avendo un riscontro molto significativo dal punto di vista del mercato”, svela Guadagnino.

The Staggering Girl è caratterizzato dalla fotografia di Sayombhu Mudkeeprom e dalle musiche originali composte dal Premio Oscar® Ryuichi Sakamoto. Il film è prodotto da Valentino SpA, Ibla Film, Frenesy Film, Rai Cinema e in collaborazione con Rai Com. Rai Cinema, da sempre attenta ad un cinema che riflette l’identità culturale del nostro Paese, non poteva non essere al fianco di questo progetto.

“Una storia può essere narrata in infiniti modi e questo è stato il nostro – spiega Pierpaolo Piccioli – Ognuno di noi ha lavorato a un’idea osservandola dai rispettivi punti di vista, incoraggiati da un’affinità estetica e di intenti che non è venuta mai meno. Luca è un interprete sottile, che sa adattare alla realtà circostante una sensibilità ironica e gentile al tempo stesso. Abbiamo condiviso la nostra quotidianità lavorativa, io mostrandogli la collezione di Alta Moda che stavo disegnando, lui offrendomi la lente della sua cinepresa per osservare la scena da un’altra prospettiva. Proprio come la collezione, il film è sospeso nel Kairos, il momento opportuno che la persona ha per riflettere, andando avanti e indietro nel suo tempo interiore. Questo film è un racconto apparentemente slegato dallo scorrere del tempo cronologico, un flusso di coscienza attraverso immagini ed emozioni. Il Cinema, come l’Alta Moda, consente una dilatazione del tempo nell’eterno, è pura magia”.

“L’estate scorsa ho avuto il privilegio di incontrare Pierpaolo Piccioli a Roma nel quartier generale di Valentino a Palazzo Mignanelli – spiega Luca Guadagnino – Pierpaolo, di cui ammiro da lungo tempo la strepitosa arte di couturier, mi ha portato attraverso l’atelier dell’Alta Moda. La collezione Autunno/Inverno 2018-19 stava nascendo attraverso il lavoro instancabile e sublime delle Premiere, delle sarte e dei sarti. In quell’incontro con Pierpaolo decidemmo che avremmo tentato qualcosa di mai provato, fare un film basato su una collezione di Alta Moda. La profondità artistica ed emotiva, la capacità trasfigurante del lavoro di Pierpaolo Piccioli sono stati il ‘testo’, come un grande romanzo, sul quale basare il copione di questo film sognato. Da questo incontro e dalla triangolazione tra Pierpaolo Piccioli, il brillante sceneggiatore Michael Mitnick e me nasce questo short film”.

A Cannes insieme a Guadagnino e Piccioli anche l’attrice Marthe Keller: “E’ stata un’esperienza davvero intensa, è un vero omaggio alle donne, alla vita, anche grazie a un cast meraviglioso, un progetto molto intrigante, vera e propria estensione della bellezza”.

Già pronto per il suo prossimo impegno, la serie We are Who We are per HBO e Sky (“Gireremo in Italia, in estate e in autunno”), Guadagnino si sofferma poi sul concetto di estetizzante, spesso accostato alle sue opere: “La parola estetizzante ha di per sé un’accezione negativa, non so se il mio lavoro parte da un approccio estetico. La cosa che mi interessa più di ogni altra però sono i personaggi. Se non riesco a capirli, a interpretarli, non sono in grado poi di mettere in scena nulla”.

E infine una riflessione sulle quota rosa: “Credo sia un argomento molto complesso, troppo ampio – dice Guadagnino -. Da un lato il sistema delle quote rosa come qualcosa di forzato non penso sia un sistema che tradisca l’intelligenza, è difficile cambiare la natura di qualcuno con un’imposizione. Dall’altro lato c’è un problema gravissimo di gender equality, in tutti i campi, con le donne che ancora vengono pagate meno rispetto agli uomini e non se ne comprende il motivo. Ecco, credo bisognerebbe giocare più sull’educazione e sullo stato di diritto per cambiare davvero le cose”.

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