Il Federale

ITALIA 1961
Durante l'occupazione tedesca di Roma, ad Arcovazzi, un graduato delle brigate nere, zelante ed ambizioso, viene affidato il compito di catturare il professor Bonafé, un eminente filosofo antifascista, per farne un forzato propagandista della pericolante repubblica sociale. Ma se l'arresto del mitissimo professor Bonafé è un'impresa facile, il viaggio di ritorno a Roma dal natale paesino abruzzese dov'egli s'era rifugiato presenta non poche difficoltà. Attraverso mille peripezie, pericoli e strani incontri, il fascista e l'antifascista si perdono e si ritrovano. Insieme, giungono alla periferia della capitale. E' il 4 giugno del 1944. Arcovazzi, indossata una divisa da federale trovata per caso alle porte della città ed ignaro del fatto che Roma è stata occupata dagli Alleati, avanza tranquillo per la strada, ma è subito afferrato e malmenato dalla folla. A salvarlo è il professor Bonafé, il quale gli offre la propria giacca di borghese, quasi a suggellare l'amicizia, inconsueta e rara, che le vicissitudini sopportate insieme hanno fatto nascere fra due uomini tanto diversi per convinzioni, temperamento ed educazione.
SCHEDA FILM

Regia: Luciano Salce

Attori: Ugo Tognazzi - Primo Arcovazzi, Georges Wilson - Professor Erminio Bonafé, Gianrico Tedeschi - Arcangelo Baldacci, Elsa Vazzoler - Matilde Baldacci, Mireille Granelli - Rita, Stefania Sandrelli - Lisa, Franco Giacobini - Il matto, Renzo Palmer - Partigiano romagnolo, Luciano Salce - Tenente Rudolf, Gianni Agus - Un federale, Peppino De Martino - Partigiano in convento, Gino Buzzanca - Partigiano in convento, Leopoldo Valentini - Uomo con la statua, Luciano Bonanni - Autista della corriera, Ester Carloni - Eleonora Castaldi, Gianni Solaro - Un federale, Gianni Dei - Pier Maria Castaldi, Jimmy il Fenomeno , Nando Angelini, Mimmo Poli, Salvo Libassi, Edy Biagetti, Leonardo Severini

Soggetto: Castellano, Pipolo

Sceneggiatura: Castellano, Pipolo , Luciano Salce

Fotografia: Erico Menczer, Luigi Kuveiller - operatore, Gastone Di Giovanni - operatore

Musiche: Ennio Morricone

Montaggio: Roberto Cinquini

Scenografia: Alberto Boccianti

Arredamento: Arrigo Breschi, Ennio Michettoni

Costumi: Giuliano Papi

Effetti: Serse Urbisaglia

Aiuto regia: Emilio Miraglia

Altri titoli:

Zwei in einem Stiefel

Le Fédéral

The Fascist

Durata: 100

Colore: B/N

Genere: SATIRICO

Specifiche tecniche: PANORAMICO

Produzione: ISIDORO BROGGI E RENATO LIBASSI PER D.D.L.

Distribuzione: ASTORIA - CD VIDEOSUONO, GRUPPO EDITORIALE BRAMANTE (CINECITTA')

NOTE
- IL VERO NOME DI JIMMY IL FENOMENO E' ORIGENE SOFFRANO.
CRITICA
Il federale (...) è una divertente satira delle gerarchie fasciste nell'ultimo e disperato scorcio della guerra, e, più ancora, una felice messa a punto di Ugo Tognazzi, come attore disciplinato ed efficace.(...)Più che il pregio della coesione (qualche episodio è superfluo, qualche altro un po' grossolano), il film ha quello di una felice caratterizzazione dei due personaggi (...)."(Leo Pestelli,'La Stampa', settembre 1961)

"Una storia positiva (...) e un quadro di costume ricco d'intelligenza anche se spesso troppo accomodante e non sempre equilibrato nel rapporto satira comicità. Salce ha diretto con gusto e vivacità ma quel che meglio sostiene il film (...) sono la sceneggiatura densa di trovate e l'interpretazione: semplice e acuta in Wilson, aggressiva e spericolata in Tognazzi.(...)." (Vice, 'Il Messaggero di Roma',settembre 1961)

"(...) Come la materia per molti versi ancora bruciante diventi un divertimento intelligente e onesto è tutto merito della regia di Luciano Salce e della calibrata interpretazione di Ugo Tognazzi, fedelissima e aderente al personaggio in tutti gli aspetti fisici e gli atteggiamenti spirituali del fanatismo puro e sprovveduto, ben coadiuvato da Georges Wilson (...)."
(Giacinto Ciaccio, 'Rivista del Cinematografo', novembre 1961)

"Il film di Salce va segnalato (...) per l'abilità con cui sa propinare al pubblico il suo veleno, distillandolo goccia a goccia nella facilità delle sue scenette e delle sue figurine, facendo leva sugli stimoli più sgradevoli e deteriori dell'antico e sempre giovane qualunquismo nazionale". (Adelio Ferrero, "Cinema Nuovo, 155, gennaio/febbraio 1962).