Un matrimonio da favola

ITALIA - 2014
3/5
Un matrimonio da favola
Vent'anni dopo la maturità, cinque compagni di liceo all'epoca inseparabili, si ritrovano per partecipare al matrimonio di uno di loro, Daniele, l'unico ad aver fatto carriera e che sta per sposare a Zurigo Barbara, figlia del noto banchiere svizzero per cui lavora. Gli ex compagni accettano tutti l'invito con entusiasmo, anche perché è l'occasione per una rimpatriata. Il tempo sembra non aver scalfito la loro complicità e l'incontro si rivela non solo caloroso, ma anche stimolante: durante quel lungo weekend in Svizzera avranno modo di raddrizzare i loro destini, in una girandola di equivoci, situazioni comiche e rocamboleschi colpi di scena in cui i cinque faranno saltare i loro precari equilibri e ognuno finalmente troverà il coraggio di esprimere la sua vera natura.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: FULVIO E FEDERICA LUCISANO PER IIF ITALIAN INTERNATIONAL FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 10 Aprile 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Massimo Giraldi

A breve distanza da Sapore di te (uscito a gennaio 2014), eccoli di nuovo. I Vanzina (Enrico e Carlo alla scrittura con Edoardo Falcone; Carlo in cabina di regia) tornano con Un matrimonio da favola.  Si comincia a Roma negli anni Settanta. Cinque compagni di liceo, inseparabili a scuola, si sono persi dopo la maturità. Ma qualcosa succede per farli incontrare di nuovo. Daniele invita tutti al proprio matrimonio che si celebrerà a Zurigo con Barbara, figlia di un noto banchiere per cui lui lavora.  Nell’albergo arrivano Luca , guida turistica al Colosseo; Giovanni,  un negozio di borse al Prenestino  e la moglie Paola, avvocato divorzista; Alessandro,  carriere militare e una  relazione da tenere nascosta con Roberto; Luciana, brava al calcio e ora sposata con il perito assicurativo Fabio.  Naturalmente niente è semplice, anzi si affacciano altri protagonisti a rendere il tutto più complicato. Fino ad un finale che è giusto non anticipare.
La favola non esiste, la  vita richiama all’ordine ma forse l’amicizia può restituire valore a ciascuno. Come sono belli i copioni di una volta, quando a lavoraci sopra e a restituirli con l’occhio di oggi sono due come i Vanzina. Che non inventano niente di nuovo, ma con invidiabile eleganza e morbida misura inseriscono negli antichi copioni le realtà a noi più vicine senza mai apparire facili debitori o inserirsi in banali cedimenti di conformismo.  Anche qui il piacere dell’umorismo, di ronde sentimentali  irresistibili, di beffe e beffati  nel piccolo/grande universo della vita, di delusioni, speranze, traguardi  che trascolorano nella delusione e rinascono nella voglia di ricominciare si snoda lungo pagine di una comicità semplice e spontanea, di una tipologia che non è sociologia, ma capacità di essere vicini a problemi  e difficoltà, di offrire ad uomini e donne un appiglio di salvezza nel tempestoso mare delle vita. Non sono più gli Yuppies degli anni ’80 ma i prototipi di un’Italia forse più piccola ma non rassegnata. Capace di dire che La vita è una cosa meravigliosa (2008).

NOTE

- REALIZZATO IN ASSOCIAZIONE CON FACTORIT, GRUPPO BANCA POPOLARE DI SONDRIO.

- GIORGIO PASOTTI È STATO CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2014 COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (ANCHE PER "SAPORE DI TE" DI CARLO VANZINA E "NOTTETEMPO" DI FRANCESCO PRISCO).

CRITICA

"Pescando a piene mani dal serbatoio della pochade demenziale, i Vanzina filmano fra le banche di Zurigo una commedia migliore della media, con un senso del ritmo da allegra baldoria, scarsa sceneggiatura ma ottimi attori in grado di sorreggere i ruoli con complice simpatia. E alla fine le famiglie di ogni tipo vanno ko. Non drammatizziamo, è solo questione di corna, ma in controluce ci sta un'Italia da far paura." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 10 aprile 2014)

"Carlo ed Enrico Vanzina si muovono con disinvoltura nel repertorio della commedia a equivoci, variante 'pochade': se non c'è da aspettarsi granché di nuovo, il minimo sindacale di risate non manca. Prima di un finale 'all'italiana', che ribadisce una volta di più i veri valori della vita: l'amicizia e il gioco del calcio. La migliore in campo è Paola Minaccioni, nel ruolo dell'avvocato matrimonialista." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 10 aprile 2014)

"Dopo il flop di 'Sapore di te', i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina ci riprovano: 'Un matrimonio da favola', commedia (para)sentimentale farcita di corna, triangoli, battutacce e coming out. Bene gli attori (su tutti, Max Tortora, un gigante sboccato), benino gli echi (da 'Compagni di scuola' di Verdone a 'Immaturi' di Genovese), male il 'taglio' di genere (le donne o stronze o stupide o veniali...), a bilancio vanno i Vanzina stessi: che ne è del loro cinema, meglio, che ne è della Vanzinologia nell'Italia attuale?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 10 aprile 2014)

"Amiconi del liceo persisi dopo la maturità si ritrovano in Svizzera per matrimonio sofisticato del meno promettente di loro. Parte dal paradosso l'ultima commedia dei Vanzina e parte in quarta visto che la prima mezz'ora è esilarante. Cast perfetto: Solfrizzi è l'adultero, Pasotti il criptogay, la Rocca il maschiaccio, Memphis lo sposo responsabile. Equivoci, tradimenti, gag a ripetizione con parenti, mariti e amanti a fare da guastatori. Tortora è 'il zio' (da 'Il vedovo' di Risi) ladro del novello sposo. Memorabili i duetti tra Paola Minaccioni e Riccardo Rossi (...). La seconda parte vira verso il sentimentale, con Ilaria Spada bravissima a passare da oca giuliva a giovane stanca di aspettare l'uomo giusto. I Vanzina sposano la classe." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 10 aprile 2014)

"Piacerà perché da quasi mezzo secolo i Vanzina danno il meglio nelle storie corali (il loro picco rimane 'Sapore di mare'). II cast non è straordinario però tutti sembrano convinti e divertiti. Il modo migliore (da sempre) perché il divertimento passi in platea." (Giorgio Carbone, 'Libero', 10 aprile 2014)

"Primavera è stagione preferita per i matrimoni e anche il nostro cinema si adegua alla tradizione (...) la pellicola dei Vanzina (...) partendo da un argomento trito e ritrito, riesce a regalare novanta minuti di genuine risate, il più delle volte per la bravura dei suoi interpreti, tra i quali emerge l'ottimo Emilio Solfrizzi. (...) A funzionare è la coralità. Ogni personaggio è ben incastonato in una trama gradevole. Nulla di eccezionale, ma rispetto alla media qui si sorride spesso. Questo matrimonio in sala s'ha da fare." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 10 aprile 2014)

"Ci sono gli spettatori che prediligono la commedia italiana e ci sono quelli laureati in vanzinologia. Entrambe le categorie non avranno nulla di cui lamentarsi staccando il biglietto di 'Un matrimonio da favola', 56mo titolo variante pochade della coppia che non smette di servire il pubblico senza deflettere da auree quanto semplici regole. Qual è, se c'è, il mistero di Enrico e Carlo che sorpassa scadenze del tempo, le variazioni del gusto e gli svariati tentativi di successione professionale? Signori, il catalogo è questo: primo, non coltivano un minimo di spocchia autoriale; secondo, prendono in giro il prossimo senza ricorrere all'umiliazione o all'insulto; terzo, professano il culto degli attori giusti; quarto, non sono proni agli umori politico-moralistici del momento; quinto, accompagnano i personaggi lungo la trama standogli sempre al fianco. Stavolta si divertono e divertono impaginando su lussuosi scenari svizzeri - e sui modelli del padre naturale Steno e dei padri putativi Risi, Comencini, Monicelli - le farsesche avventure di cinque ex inseparabili liceali che si ritrovano dopo vent'anni per le nozze di Daniele (Memphis), il più sfigato del gruppo. (...) Siccome la passione nazionale per il calcio in qualche modo c'entra, non è forzato accostare il tocco-Vanzina a quello dell'ivoriano Gervinho: una serie inesausta di corse, scatti, dribbling che talvolta finiscono in niente, ma fanno sempre saltare in piedi la gente." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 17 aprile 2014)
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